DEDICAZIONE DEL TEMPIO (EBR. HÄNN-KÄH)

Image from page 761
Image from page 761

DEDICAZIONE DEL TEMPIO (ebr. hänn-käh). – Festa giudaica, che ha luogo il 25 del mese di casieu, corrispondente a die., e dura 8 giorni, per ricordare la purificazione del Tempio di Gerusalemme avvenuta nel 165-164 a.C. per opera di Giuda Macabeo.

Per ordine di Antioco IV Epifane il culto fu interrotto nel 168 a.C. Dopo la vittoria degli Ebrei presso Bethsur, Giuda e i suoi guerrieri fecero prima lutto per la profanazione avvenuta. Fu allontanato l’altare reso impuro, fu costruito un altare nuovo, fu purificato il Tempio tutto e poi furono collocati arredi sacri nuovi. In tale occasione si iniziò una festa della durata di 8 giorni; la ordinò che fosse celebrata ogni anno (I Mach. 4, 36-59; II Mach. 10, 1-9). I dottori palestinesi ingiun

sero a mezzo di lettere apposite di celebrare questa festa nelle comunità ebraiche della diaspora. In una di queste lettere dirette agli Ebrei egiziani (II Mach. 1, 1-2, 18), Giuda viene posto per la sua importanza storica accanto a Mosè, Salomone e Neemia.

Anticamente si considerava come perno della solennità il ritorno del sacro fuoco sull'altare per gli olocausti. La festa fu poi accostata a quella del versamento dell'acqua sull'altare, che si celebrava con l'accensione di torce (Sukkôth, V, 3). Per il fatto che la festa dell'inaugurazione del Tempio sotto Salomone (I Reg. 8, 2) e Zorobabel (Esd. 3, 4) ebbe luogo nella festa di sukôth si creò un nesso anche tra la festa della dedicazione a quella dei tabernacoli o capanne. Flavio Giuseppe definisce la festa come φῶτα, mentre l'autore di II Maccabei la definisce festa del (sacro) fuoco (τοῦ πυρός). Giuseppe pensa che i lumi simboleggiasero l'inaspettato aiuto di Dio (Antiq. Jud., XII, 325). L'accademia di Iamnia dispone che la prima sera fosse acceso un lume solo e ogni sera se ne aggiungesse uno fino a raggiungere il numero di otto. Nel periodo talmudico si conosce già il racconto del prodigio secondo cui la provvista di olio sacro per l'illuminazione del Santuario, sufficiente per un giorno solo, miracolosamente durò per otto giorni, il tempo cioè necessario per preparare dell'altro olio sacro.

Ellenisticamente, questa festa era detta ἐγκάλυψις, Volg. encaenia. Nella settimana della d., l'ultimo anno del suo ministero, Gesù affermava la sua divinità nel profetico di Salomone, al Tempio (Io. 10, 22-39; «era inverno»).

Bibl.: E. Meyer, Urspr. des Christentums, II, Stoccarda e Berlino 1923, p. 209 sgg.; H. L. Strack-P. Billerbeck, Kommentar z. N. Test., II, Monaco 1924, p. 539 sgg.; R. Kittel, Die hellenist. Mysteriengelion u. das Alte Test., Stoccarda 1924, p. 17 sgg.; J. Elbogen, Der jud. Gottesdienst, 2a ed., Francoforte 1924, p. 130 sgg.; M. Zobel, Das Jahr der Juden, Berlino 1936, p. 131 sgg.