DIOEG (EBR. DŌ'ĒGH «TRISTE»)

DIOEG (ebr. Dō'ēgh «triste»). - Capo dei pastori di Saul, edomita (forse arname, secondo i Settanta e la forma armaiazzante Dōjēgh in I Sam., 22, 18. 22 ebr.). Mentre David, fuggendo la persecuzione di Saul, passava per Nob, D., che ivi si trovava «sequestrato» nel tabernacolo, forse per compiervi il suo turno di servizio cui erano obbligati gli stranieri, vide il pontefice Achimelech consegnare al fuggitivo i pani della proposizione e la spada di Golia, dopo aver consultato per lui il Signore (I Sam. 21, 7; 21, 8 ebr.). Per loschi motivi, sotto veste di fedeltà al re Saul, riferì a costui ciò che aveva visto. Assassinò poi di sua mano, rifiutandosi gli altri servi del re, il pontefice e 85 sacerdoti di Nob, di cui sterminò anche tutti gli abitanti (I Sam. 22, 9, 18-22). Ps. 51, 2 lo definisce «eroe di sciagura, linguaccia, fabbricatore d'inganni», e gli predice «lo sradicamento dalla terra dei viventi». Gino Bressan.