DIONIGI DI TELLMAHRE

DIONIGI di TELLMAHRE. - Patriarca monofisita ed annalista, originario di Tellmahre, m. il 22 ag. 845. Fu dapprima monaco nel convento di Kenedrè e, dopo che questo fu incendiato, nel convento di S. Giacobbe di Kaisum. Morto il patriarca gio- cobita Ciricaco, egli il 19 ag. 818 fu eletto a succedergli. Fu uomo di grande attività e di notevole abilità nel governo della Chiesa giacobita.

Internamente egli ebbe a lottare con lo scisma di Abramo e dopo la morte di costui, avvenuta verso l'836, contro il suo successore Simeone. All'esterno dovette difendere i diritti della sua Chiesa contro i musulmani. Nell'825 andò in Egitto dall'emiro 'Abdallah ibn Tāhir a lamentarsi di violenze e distruzioni di edifici sacri e ottenne l'autorizzazione a ricostruirli. Nella primavera dell'829 trattava con buoni risultati con il califfo al-Ma'um en i seguito allacciò cordiali rapporti con il suo successore al-Mu'tasim. Ma verso la fine della sua vita fu travagliato da nuove violente oppressioni dei capi musulmani contro i suoi cristiani. D. legò la sua fama al- importante compilazione storica che abbraccia il periodo compreso tra l'elezione dell'imperatore Maurizio (512) e la morte dell'imperatore Teofilo (842). Questa redazione, più cronaca che storia, perché priva di qualunque critica, era di capitale importanza per la conoscenza delle vicende delle Chiese sere; ma purtroppo non abbiamo che un solo capitolo dell'originale (J. Assemani, *Bibl. Orient.,* II, Roma 1721, pp. 72-77). Però Michele, detto il Siro, si è largamente servito dell'opera di D. e ne ha anche riportato interamente ampi tratti: la stessa cosa ha fatto l'autore dell'anonima cronaca che continua quella di Michele fino al 1234.

Bibl.: J. B. Chabot, *Cronique de Denis de Tellmaré*, Parigi 1895; R. Duval, *La littérature syriaque*, 3a ed., ivi 1907, p. 388 sgg.; A. Baumstark, *Geschichte der syrischen Literatur*, Bonn 1922, p. 275; J. B. Chabot, *Littérature syriaque*, Parigi 1934, Passim.