DIONIGI BAR SALIBI. - Scrittore siro monofisita, m. il 2 nov. 1171. Ordinato diacono a Melitene nel 1154, fu fatto vescovo di Mar'as e più tardi di Mabbg; poi nel 1166 diventò metropolita di Amida. Quivi morì e fu sepolto nella chiesa della Madonna da lui restaurata. D. è uno degli scrittori siri più fecondi e di più vario sapere. Molte sue opere sono perite, mentre altre si occultano negli archivi.
Come esegue, D. ha scritto molti commenti alla Bibbia. Vi sono, ancora inediti, frammenti di scritti intorno al Vecchio Testamento, nei quali viene esposto, oltre il senso letterale, quello «pragmatico» e quello «pneumatico». Il commentario ai Vangeli è stato pubblicato e tradotto in latino da Sedlacek-Chabot nel *Corpus Scriptorum Christ. Orientalium*, *Script. Syri*, 2a serie, XCVIII-XCIX, Parigi 1906-33. Altri commenti all'Apocalisse, agli *Atti* e alle *Lettere* degli Apostoli sono stati editi dallo stesso Sedlacek (*op. cit.*, CI, Roma 1910). Dei commentari a scritti patristici conserviamo quelli a Evagrio (ed. del cap. 2 dell'introduzione e della dichiarazione della prima sentenza, nel *Catalogo dei co-
DIONIGI BAR SALIÙ - DIONIGI CERTOSINO
dici siriaci di Berlino, pubblicato da E. Sachau, Berlino 1899, p. 605 sg.), mentre sono andati perduti altri sui Cappadoci, sullo Pseudo-Dionigi e su Severo d'Antiochia. Non è rimasta, a quanto pare, se non qualche traccia degli scritti teologici e singolarmente del suo Libro della teologia. Migliore sorte è toccata alle sue opere polemiche contro i musulmani (ed. del 3° libro, di A. Mingana, Manchester 1925), contro i Giudei (ed. J. de Zwan, Dion. B. S. treatise against the Jews, Leida 1906), contro i nestoriani (resoconto di F. Nau nella Revue de l'Orient chrétien, 14 [1909], pp. 298-320), contro i «calcedonesi» (ed. A. Mingana, nei Woodbrock Studies, I, Cambridge 1927), contro gli Armeni (ed. A. Mingana, ibid., IV, 1931) e contro gli idolatri.
Inoltre ci è conservato un trattato sulla liturgia eucaristica (ed. H. La-bourt, nel Corpus Script. Christ Or., Script. Syri, 2a serie, XCIII, Parigi 1903) e altri sulla consacrazione del Crisma e sul rituale dell'ordinazione tuttora inediti. D. compilò anche un'antologia di melodie liturgiche, comprese un compendio di vite di santi e un altro di canoni apostolici, mise insieme 31 canoni penitenziali, preparò al tre simili collezioni e compose un rituale della confessione che ci è stato conservato (ed. J. S. Assemani, Biblioteca Orientalis, II, Roma 1721, pp. 172-74).
