DIO SIA BENEDETTO

«DIO SIA BENEDETTO». - Formola di lodi a Dio, a Gesù Cristo, alla Vergine e a s. Giuseppe, solita a recitarsi o cantarsi dopo la benedizione con il S.mo Sacramento e spesso anche dopo la Messa.

La serie originale di queste lodi si deve al gesuita Luigi Felici (1736-1818), il quale, avendo fondata a Roma una congregazione di «marinari», la compose nel 1797, per meglio riuscire a sradicare il vizio della bestemmia, raccomandandola, oltre che ai «marinari», anche a tutti i fedeli, come atto di riparazione. La pia pratica si estese ben presto ad altre associazioni, confraternite e chiese. Pio VII (23 luglio 1801) la arricchì di indulgenze; Pio IX, predicando il 13 genn. 1847, nella chiesa di S. Andrea della Valle contro la bestemmia, la raccomandò caldamente; e l'8 ag. dello stesso anno aggiunse nuove indulgenze e prescrisse di recitarla dopo le Messe più solenni o l'ultima Messa, celebrata in ogni chiesa, e dopo la funzione della benedizione con il S.mo. Dagli Stati Romani la pratica si diffuse in tutta l'Italia e anche all'estero. Lo stesso Pio IX, dopo la definizione del dogma dell'Immacolata Concezione, aggiunse la lode: «Sia benedetta la sua santa ed immacolata Concezione»; Leone XIII (2 febbr. 1897; Acta Sanctae Sedis, 29

Article illustration
DIOSCURI - I d. con una figura femminile al centro (sec. it d. C.). Istanbul, museo.
(da F. Chapanther, Les Insoeurs du verset d'une déesse, Parigi 1933, tau. 2, n. 5)
[1896-97], pp. 447-48) aggiunse la quarta lode: «Benedetto il suo sacratissimo Cuore»; Benedetto XV: «Benedetto s. Giuseppe, suo castissimo sposo» (AAS, 13 [1921], p. 158).

Le indulgenze annesse, ora, alla pia pratica sono le seguenti: indulgenza di tre anni, ogni volta; di cinque anni, quando le Lodi si recitano in pubblico; plenaria, una volta al mese, quando si sono recitate ogni giorno (cf. Preces et pia opera, Roma 1938, n. 646, p. 514).

BIBL.: G. Moroni, Diz. di erudiz. storico-ecclesiastica, LXXXIII, Venezia 1857, pp. 146-48; G. Mauri, De additionibus in precibus ecclesiasticis, in Ephemerides liturgicae, 4 (1890), pp. 482-91; F. Beringer, Les Indulgences, vers. franc., I, 4ᵉ ed., Parigi 1915, n. 535. Celestino Testore
Cite this article

“DIO SIA BENEDETTO.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), p. 971. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/dio-sia-benedetto.