DIOTREPHES. - Personaggio ricordato con biasimo in III Io. 9 sg.
Il nome (Διοτρεφής) s'incontra nelle iscrizioni e negli autori greci (J. Chaine, p. 256). D. doveva essere capo della comunità a cui appartiene anche il destinatario della lettera, Caio (v.). Giovanni ha scritto (ἐγραψά τι, «ho scritto qualcosa», anziché ἐγραψά ἄν, «scripsissem forstitan» nella Volgata) una lettera alla comunità per raccomandare dei missionari ambulanti, mandati, forse, da Giovanni stesso: lettera accolta male, o addirittura distrutta da D., che vedeva in questo intervento dell'Anziano una minorazione della propria autorità, di cui era estremamente geloso. Non pare che professasse dottrine eretiche, né risulta che la sua condotta sia prova di quella pretesa crisi, per cui le comunità cristiane sarebbero passate dalla primitiva forma di governo collegiale a quella dell'episcopato monarchico (A. Harnack, Über den dritten Johannesbrief [Texte und Untersuchungen, 15], Lipsia 1897). Φιλοπροστάσιν non indica tanto il desiderio smodato di salire, quanto l'essere geloso della propria autorità. Il rimprovero rivolto a D. non è di aver usurpato o di voler usurpare il primo posto, ma di tenerlo con spirito d'orgoglio, che lo spinge a non fare conto dell'autorità di Giovanni, sussurrando contro di lui maligne insinuazioni, e a non ospitare i missionari ambulanti, impedendo pure che da altri vengano ospitati. In una prossima visita l'Anziano denuncerà pubblicamente la condotta di lui.
Teodorico da Castel San Pietro