DIOSCORO, santo, martire. - Figlio di un lettore cristiano di Cinopoli (Alto Egitto) ed esattore delle imposte, venne arrestato dal curatore della città ed essendosi rifiutato di sacrificare agli dèi e di consegnare i libri sacri, fu inviato ad Alessandria. Quivi il prefetto romano Culciano lo tenne a lungo in prigione; poi, chiamatolo in giudizio e vistolo costante nella fede cristiana, gl'inflisse per tre volte varie torture, alle quali egli si dimostrò insensibile per un rapimento estatico, e finalmente
lo fece decapitare (305 o 306). Durante le torture altro non faceva se non pregare per ottenere la conversione dei suoi carnefici. Così la Passio. Festa, presso i Latini, il 18 maggio; presso i Greci, il 15 ott.
Il culto a D. non ha nulla da vedere con il culto pagano dei due Dioscuri, perché la sua Passio (non posteriore ai primi anni del sec. vi) è sicura nella sua trama fondamentale.