DIOSCORO, SANTO, MARTIRE

DIOSCORO, santo, martire. - Figlio di un lettore cristiano di Cinopoli (Alto Egitto) ed esattore delle imposte, venne arrestato dal curatore della città ed essendosi rifiutato di sacrificare agli dèi e di consegnare i libri sacri, fu inviato ad Alessandria. Quivi il prefetto romano Culciano lo tenne a lungo in prigione; poi, chiamatolo in giudizio e vistolo costante nella fede cristiana, gl'inflisse per tre volte varie torture, alle quali egli si dimostrò insensibile per un rapimento estatico, e finalmente

lo fece decapitare (305 o 306). Durante le torture altro non faceva se non pregare per ottenere la conversione dei suoi carnefici. Così la Passio. Festa, presso i Latini, il 18 maggio; presso i Greci, il 15 ott.

Il culto a D. non ha nulla da vedere con il culto pagano dei due Dioscuri, perché la sua Passio (non posteriore ai primi anni del sec. vi) è sicura nella sua trama fondamentale.

BIBL.: Acto SS. Aloii, IV, Venezia 1740, p. 145; H. Delchaye, Castor et Polluce dans les légendes hagiographiques, in Anal. holland., 23 (1904), pp. 427-32; H. Quentin, Passio s. Dioscuri, ibid., 24 (1905), pp. 333-44; F. I. Dölger, IXVIX, I, 3e ed., Münster 1928, p. 145 seg.; P. Franchi de' Cavalieri, Gervasio e Protasio sono una imitazione di Castore e Polluce?, in Nuovo bull. di arch. crist., 9 (1903), pp. 109-26. Celestino Testore
Cite this article

“DIOSCORO, SANTO, MARTIRE.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), p. 970. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/dioscoro-santo-martire.