«DIVINI REDEMPTORIS». - Enciclica di Pio XI, del 19 marzo 1937 (AAS, 29 [1937], pp. 65-106), contro il comunismo ateo, i cui principi si manifestano nel bolscevismo.
Dopo aver richiamato l'atteggiamento costante della Chiesa di fronte al comunismo, quale risulta dalle varie antecedenti encicliche e sue dei suoi predecessori, Pio XI svolge l'argomento sotto questi aspetti: 1) Il «presunto nuovo vangelo», sotto il pretesto della redenzione delle masse, presenta invece una dottrina materialista sovvertitrice della giustizia, della persona e dignità umana, della famiglia, della società e della religione. 2) L'arte del proselitismo: il terreno preparato dal liberalismo amorale e laicità e dal silenzio della grande stampa ha facilmente ceduto ad una propaganda fatta con tutti i mezzi: aperti o subdoli; dichiarati o rivestiti dalle parvenze più innocue, alimentati da una stampa abbondante. 3) La opposta dottrina della Chiesa nel campo familiare, sociale e religioso, fondata sulla dignità e sulla fratellanza umana, e sulla figliolanza divina. 4) I rimedi. Il primo e principale è il rinnovamento spirituale dei singoli e delle nazioni alla luce del Vangelo, soprattutto alla luce del precetto dell'amore. A questo deve aggiungersi lo studio delle questioni sociali e la diffusione della dottrina cattolica intorno ad esse. 5) I cooperatori: primo e principale è il clero, affiancato dagli appartenenti all'Azione cattolica e da quanti hanno ancora conservato il sano concetto della vera convivenza umana. 6) La cooperazione dello Stato, il quale deve attendere al benessere dei cittadini con una politica morale, un'amministrazione saggia e oculata, e il riconoscimento della piena libertà della Chiesa nella diffusione delle sue salutari dottrine.