DOMENICO, GERMANO, di SLESIA. – Arabista francescano, n. nel 1588 a Schurgast (Slesia), m. il 28 sett. 1670 nell'Escorial.
Entrò nel 1624 nell'Ordine dei frati Minori. Studiò la lingua araba nel collegio di S. Pietro in Montorio a Roma, sotto il p. Tommaso Obicini da Novara; poi si perfezionò soggiornando in Palestina. Dal 1636 fu let- tore di arabo nel suddetto collegio e collaborò all'edizione della Bibbia araba, pubblicata nel 1671 dalla Congrega- zione di Propaganda. Nel 1640 ritornò in Palestina e nel 1645 fu nominato prefetto della missione di Samarcand nella Tartaria. Nel 1652 fu di nuovo a Roma, donde si recò in Spagna e dimorò nel convento di S. Lorenzo dell'Escorial, presso i Gerolamini; ivi, per ordine del re Filippo IV, tradusse e confutò il Corano e insegnò l'arabo ad alcuni monaci. Scrisse una grammatica araba, intitolata Fabrica ovvero Dittionario della lingua volgare ara- bica et italiana (Roma 1636); Antitheses fidei (ivi 1638); Fabrica linguae Arabicae (ivi 1639), grande dizionario arabo-latino-italiano. Altre sue opere inedite si conservano manoscritte nella biblioteca dell'Escorial; le più importanti sono: Annotationes de Deo uno et trino; Veni mecum ad Christianos orientales; Logica Solana ex lingua Arabica in Latinam translata; Interpretatio Alcorani.
Quest'ultima opera è la più importante di D. ed è la miglior riuscita versione e confutazione del Corano fino allora compiuta. La grammatica ed il dizionario sono di minore pregio; l'ultimo tuttavia fu in uso, in mancanza di altro, in Italia e specialmente in Terra Santa fino alla metà del sec. XIX.