Enciclopedia Cattolica vol. IV, 1950 Arte Artisti

DOSSO

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Noto anche come: inglese: Dosso Dossi; Giovanni Dossi

DOSSO - La Sacra Famiglia di Giovanni D. - Roma, Pinacoteca capitolina.
DOSSO - La Sacra Famiglia di Giovanni D. - Roma, Pinacoteca capitolina.

DOSSO. - GIOVANNI DOSSI detto D., figlio del trentino Nicola dei Luteri, n. a Ferrara probabilmente dopo il 1480, m. ivi, nel 1542.

La prima notizia certa della sua attività pittorica, a Mantova, è del 1512. Allievo di Lorenzo Costa, ne palesa appena la discendenza stilistica nella Circe (già nella collezione Benson, a Londra, e ora nella galleria Nazionale di Washington), ma in questa composizione, già si avverte, accanto a compiacimenti di analitico naturalismo fiammingo, l'influsso di Giorgione. Esso diviene più sensibile nella tela Ninfa e satiro (galleria Pitti di Firenze), mentre nel Giullare (galleria Estense di Modena) si manifesta il suo spregiudicato spirito d'introspezione psicologica che sembra anticipare Velasquez. Divenuto pittore ufficiale di Alfonso I d'Este, eseguì a Ferrara, fino alla morte, una ingente quantità di decorazioni murali (tutte distrutte, mentre si conservano quelle dipinte nel castello del Buon Consiglio, a Trento, e nella villa dell'Imperiale presso Pesaro), e di opere da cavalletto, che spesso documentano, con fervida energia icastica, e talvolta non senza sardonica asprezza, il costume della vita cortigiana estense (si vedano i quadri romboidali, con scene allegoriche, nella galleria modenese, il Baccanale, di gusto tizianesco, in Castel Sant'Angelo, a Roma, la tarda Bambocciata o Stregoneria della galleria Pitti). Nella piena maturità, all'assimilazione del gusto pittorico tizianesco e agli scambi figurativi con il concittadino Garofalo, il D. aggiunse l'imitazione di Raffaello come attesta principalmente il S. Michele della galleria di Dresda, e diede esca all'incipiente manierismo. Rimangono pienamente espressive del suo talento autonomo e della sua tavolozza, amante dei verdi smeraldo, dei rossi infuocati, dei bagliori d'acciaio e d'oro, opere come il S. Sebastiano, il Battista e il S. Giorgio nella pinacoteca di Brera a Milano, l'Antioppe dormiente nella raccolta del marchese di Northampton, la Madonna coi ss. Michele e Giorgio nella galleria di Modena, il maestoso politico nella pinacoteca di Ferrara, dipinto in collaborazione con il Garofalo, e soprattutto la celebre Circe o Melissa della galleria Borghese di Roma, che s'inscrive, per la stupenda fusione dei valori compositivi plastici e cromatici, tra le immagini più suggestive del nostro Cinquecento romantico, o surrealista avanti lettera. V'è inoltre, una produzione, cosiddetta minore, del D. in cui le trasfigurazioni della flora e dell'atmosfera e il tocco fosforico del pennello, operante in perfetta libertà di sintesi quasi impressionista, rendono il maestro padano assai vicino al gusto moderno (e basterà citare la cosiddetta Partenza degli Argonanti, già nella raccolta Contini Bonacossi, a Firenze, e ora nella galleria di Washington). Il D. ad onta delle scorrezioni formali e dei gravi effetti di chiaroscuro, rappresenta la personalità artistica dominante dell'intera regione emiliano-romagnola, nel sec. XVI, dopo il Correggio e il Parmigianino. Dalla scuola di lui uscirono, oltre al fratello minore Battista (v. sotto), quasi tutti i migliori maestri del tardo Cinquecento ferrarese.

BATTISTA

Si conosce soltanto la data della morte: 1548. Aiutò attivamente il fratello maggiore, replicandone le forme e gli accordi coloristici con risultati spesso mediocri e accentuandone, per i diretti contatti con l'am- l'ambiente romano, gli impasti pesanti e bituminosi. Tuttavia taluni suoi motivi paesistici negli affreschi dell'Imperiale, presso Pesaro, la pala della Madonna in Trono, nel Municipio di Portomaggiore (Ferrara), la Vergine e i confratelli della Neve, nella galleria Estense di Modena, il Martirio di s. Stefano, già a Berlino, presso il dott. Gottschewski, attestano una sia pur modesta capacità inventiva. - Vedi tav. CXIX.

LA MAGA CIRCE. Roma, Galleria Borghese.
Tav. CXIX LA MAGA CIRCE. Roma, Galleria Borghese.(fot. Alinari)
Bibliografia8 opere
BIBL.: L. N. Cittadella, I due Dossi, Ferrara 1870; W. C. Zwanziger, D. Dossi, Lipsia 1911; H. Mendelsohn, in Thieme-Becker, IX, pp. 497-500; id., Das Werk des Dossi, Monaco 1914; Venturi, IX, III; R. Longhi, Officina ferrarese, Roma 1934, pp. 135-51; B. Berenson, I pittori italiani del Rinascimento, Milano 1936, pp. 238-39; E. Tietze Conrad, Two Dossi, puzzles etc., in Gazette de Beaux Arts, Nuova York 1948, pp. 129-36.

Alberto Neppi

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), coll. 1893–1894.

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Neppi, Alberto. “Dosso.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IV, coll. 1893–1894. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/dosso.

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Neppi, Alberto. “Dosso.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 1893–1894. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/dosso.

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