di Ferrara, dipinto in collaborazione con il Garofalo, e soprattutto la celebre Circe o Melissa della galleria Borghese di Roma, che s'inserisce, per la stupenda fusione dei valori compositivi plastici e cromatici, tra le immagini più suggestive del nostro Cinquecento romantico, o surrealista avanti lettera. V'è inoltre, una produzione, cosiddetta minore, del D. in cui le trasfigurazioni della flora e dell'atmosfera e il tocco fosforico del pennello, operante in perfetta libertà di sintesi quasi impressionista, rendono il maestro padano assai vicino al gusto moderno (e basterà citare la cosiddetta Partenza degli Argonauti, già nella raccolta Contini Bonacossi, a Firenze, e ora nella galleria di Washington). Il D. ad onta delle scorrezzioni formali e dei grevi effetti di chiaroscuro, rappresenta la personalità artistica dominante dell'intera regione emiliano-romagnola, nel sec. XVI, dopo il Correggio e il Parmigianino. Dalla scuola di lui uscirono, oltre al fratello minore Battista (v. sotto), quasi tutti i migliori maestri del tardo Cinquecento ferrarese.
BATTISTA. - Si conosce soltanto la data della morte: 1548. Aiutò attivamente il fratello maggiore, replicandone le forme e gli accordi coloristici con risultati spesso mediocri e accentuandone, per i diretti contatti con l'ambizione e accentuandone, gli impasti pesanti e bituminosi. Tuttavia taluni suoi motivi paesistici negli affreschi dell'Imperiale, presso Pesaro, la pala della Madonna in Trono, nel Municipio di Portomaggiore (Ferrara), la Vergine e i confratelli della Neve, nella galleria Estense di Modena, il Martirio di S. Stefano, già a Berlino, presso il dott. Gottschewski, attestano una sia pur modesta capacità inventiva. - Vedi tav. CXIX.
Bruno L. N. Cittadella, I due Dossi, Ferrara 1870; W. C. Zwanziger, D. Dossi, Lipsia 1911; H. Mendelssohn, in Thieme-Becker, IX, pp. 497-500; id., Das Werk des Dossi, Monaco 1914; Venturi, IX, III; R. Longhi, Officina ferrarese, Roma 1934, pp. 135-51; B. Berenson, I pittori italiani del Rinascimento, Milano 1936, pp. 238-39; E. Tietze Conrat, Treo Dossi, puzzles etc., in Gazzette de Beaux Arts, Nuova York 1948, pp. 129-36.