DOSSALE. - La voce deriva dal latino barbarico dossalis; è termine con cui veniva indicato il panno usato per coprire pareti, sedili, altari. Elemento decorativo posto sull'altare. Nelle chiese primitive non esistevano d. Solo quando gli altari furono addossati alle pareti o posti in fondo all'abside si sentì la necessità di ornare la nuda parete con un d.
In Occidente, dalla fine del sec. XI, il d. appare sopra l'altare quale custodia di reliquie o oggetti sacri. Era per lo più mobile, in metallo o legno dipinto o ricoperto di stoffa. Dall'inizio del sec. XII si ebbero d. fissi costituiti da una lamina sottile e lavorata, che celava un reliquiario. Ai d. di metallo e pietre preziose si sostituirono con il tempo quelli scolpiti in marmo, collocati stabilmente sulla mensa a reggere anche il Crocifisso. Vennero poi, nel XIII e XIV sec.; grandi d. dipinti con cornici in legno intagliato e dorato divisi in tre o più parti: veri e propri quadri, da cui il nome di trittici o polittici, finché nel sec. XV un solo quadro (pala) spesso riccamente incorniciato trionfo sugli altari. Nel Sei e Settecento si aggiunsero alle incorniciature delle pale d'altare angeli, gruppi allegorici e ricche ornamentazioni.
D. è definito anche il tappeto o l'arazzo che è messo a coprire la spalliera di letti, cassapanche, sedie.
Si dice pure di drappo che avvolge a guaina un messale o altro libro. - Vedi tavv. CXVII-CXVIII.
Pietro Gazzola



