Enciclopedia Cattolica vol. IV, 1950 Patrologia Generalità

DOTTORI DELLA CHIESA

English Cita

Noto anche come: tedesco: Kirchenlehrer; inglese: Doctor of the Church; spagnolo: Doctores de la Iglesia; francese: Docteurs de l'Église; latino: Doctores Ecclesiae

DOTTORI DELLA CHIESA. - I. TEOLOGIA. -
Sono uomini illustri della Chiesa cattolica, che per la loro santità, l'ortodossia nella fede, e soprattutto per la loro scienza eminente nelle cose sacre, testimoniata specialmente dai loro scritti, sono stati decorati di questo titolo con decreto speciale della Chiesa.

Così come per i « Padri della Chiesa », anche per i D. occorre la santità, l'ortodossia, la scienza e il consenso ecclesiastico, ma la differenza sta in questo, che : 1) per i Padri della Chiesa è necessaria l'antichità, devono cioè essere dei primi secoli della Chiesa, di modo che si possa dire che le abbiano quasi dato i natali, mentre ciò non occorre per i D.; 2) per i Padri l'approvazione ecclesiastica esplicita non occorre, basta il consenso pratico, mentre per i D. è necessaria la proclamazione con decreto ufficiale o di un concilio o del sommo pontefice; 3) per i Padri non è necessario che la scienza sia eccezionale, mentre per i D. la scienza deve essere la caratteristica speciale. I Padri quindi hanno per caratteristica « l'antichità », i D. invece « la scienza ». Questo però non impedisce che un medesimo personaggio possa avere l'una e l'altra qualità, e quindi possa essere insieme Padre e D. della C. Ciò si verifica difatti per diversi personaggi, tra i quali vi sono i quattro più grandi Padri della Chiesa latina : s. Agostino, s. Ambrogio, s. Gerolamo e s. Gregorio Magno, e i quattro massimi Padri della Chiesa greca : s. Atanasio, s. Basilio, s. Gregorio Nazianzeno e s. Giovanni Crisostomo; i quali sono anche considerati come i « grandi D. » della C.

Questi concetti, così distinti ora, non erano tali nel passato: poiché « dottore » significa maestro, e nei primi secoli della Chiesa erano chiamati d. quelli che possedevano la dottrina in un grado eminente, ed avevano il dono di saperla insegnare con facilità e frutto. Ne fa cenno anche s. Paolo quando dice che Gesù « altri costituì apostoli, altri profeti, altri evangelisti, altri pastori e d. » (Eph. 4, 11; cf. II Cor. 12, 28; Act. 13, 1).

Col tempo il dottorato divenne titolo sempre più specifico, ma fu da principio attribuito comunemente soltanto ai Padri della Chiesa, e precisamente a quelli che per la scienza emergevano maggiormente.

Si ebbe così il doppio titolo di « Padre e D. della C. ». Il D., quindi, aveva allora anche la caratteristica dell'antichità. Il primo che dà un elenco in questo senso, dei Padri e D. della C. comunemente riconosciuti, è Beda il Venerabile, nel sec. VIII (Beda, Epist. resp. ad Accam Ep. : PL 92, 304). Egli dà i nomi di s. Ambrogio, s. Agostino, s. Girolamo e s. Gregorio Magno. Il nome di un martire, come si vede, non figura qui, né figurerà in seguito, anche se il martire, come, p. es., s. Cipriano, è eminente nella dottrina, perché chi ha dato la vita per Cristo, ha il titolo di « martire », che prevale su ogni altro titolo.

Nel sec. XVI si abbandonò la nota esclusiva della antichità; si cominciò, cioè, a proclamare D. personaggi anche di epoca più recente. La prima proclamazione, senza questa nota, fu fatta da Pio V nel 1567, per s. Tommaso d'Aquino (v. sotto). Da allora in poi ne seguirono altre, fino a quella di s. Alfonso de' Liguori (m. nel 1787), che, fra i D. della C., è quello che ha vissuto nei tempi più vicini a noi.

Oltre i D. riconosciuti in tutta la Chiesa, ve ne sono però altri, che sono onorati di questo titolo o in qualche nazione soltanto, o in qualche Ordine religioso, ed hanno, ivi, anche il formolario liturgico dei D., p. es., s. Leandro di Siviglia per la Spagna, s. Prospero di Aquitania per i Canonici Regolari Lateranensi.

DOTTORI DELLA CHIESA - I quattro grandi D. della C. latina: Gregorio, Agostino, Girolamo, Ambrogio, Affresco di Cimabue e collaboratori (fine del sec. XIII) - Assisi, chiesa superiore di S. Francesco.
DOTTORI DELLA CHIESA - I quattro grandi D. della C. latina: Gregorio, Agostino, Girolamo, Ambrogio, Affresco di Cimabue e collaboratori (fine del sec. XIII) - Assisi, chiesa superiore di S. Francesco.

(fot. Alinari)

Il servigio, che i D. rendono alla Chiesa, è ben simboleggiato dalle quattro statue che, nel 1667, per ordine di Alessandro VII, il Bernini pose nell'abside della basilica Vaticana: raffigurano s. Atanasio e s. Giovanni Crisostomo, della Chiesa orientale, s. Ambrogio e s. Agostino, della Chiesa occidentale, che sorreggono la Cattedra di S. Pietro.

Bibliografia4 opere
BIBL.: Benedetto XIV. De Servorum Dei beatificatione et canonizatione, IV, parte 2a, cap. 11, n. 13; J. Didior, La logique surnaturelle subjective, Parigi 1891, p. 153 sgg.; J. B. Franzelin, De divina traditione et scriptura, Roma 1896, pp. 156-73; J. V. Bainvel, De magisterio vivo et traditione, Parigi 1905, p. 72 sgg.

Vincenzo Pugliese

II. LITURGIA

1. Le prerogative liturgiche dei D. della Chiesa

Le feste dei D. della C. hanno il rito doppio, devono essere celebrate da tutta la Chiesa, godono di un formolario proprio per la Messa: In medio Ecclesiae; Vangelo: Vos estis sol terrae; il Credo. Nell'Ufficio seguono quello dei Confessori pontefici o non pontefici, ma hanno alcune parti proprie, soprattutto l'antifona ai Vespri: O doctor optime; un «oremus» proprio; il responsorio VIII proprio: In medio Ecclesiae; lezioni proprie nel 2o e 3o Notturno.

Il formolario: In medio Ecclesiae è derivato dall'Introito della Messa di s. Giovanni Evangelista, il «teologo» fra gli Apostoli ed Evangelisti. Quanto all'antifona: O doctor optime, non consta ancora quando fu introdotta per la prima volta, è certo però che nel sec. XIII era già in uso. Il Credo nella Messa, secondo il Gavanti, fu prescritto da Gregorio XI e da Urbano VI, ma egli non indica alcuna fonte (B. Gavanti-C. M. Merati, Thesaurus sacr. rituum, I, Venezia 1762, p. 62 sgg.). Il rito doppio fu introdotto da Bonifacio VIII, con la lettera «Gloriosus Deus» (Anagni 24 sett. 1294) indirizzata all'arcivescovo di Reims e ai suoi suffraganei, passata poi nelle sue Decretali (l. III, tit. XXIII, datata Roma 1298); ma voler vedere, come spesso si fa, in questa disposizione di Bonifacio VIII, la formale istituzione dei D. della C. non è esatto; egli conferisce ai quattro grandi luminari della Chiesa, come tali già nominati e venerati sin dal sec. VIII, una prerogativa liturgica, divenuta opportuna, dato che il rito doppio era stato assegnato ad altri santi di minore importanza per la Chiesa universale. Del resto, la decretale di Bonifacio VIII non entrò in vigore dappertutto; ancora nel sec. XVI si trovano libri liturgici nei quali i quattro D. hanno il rito semidoppio. Soltanto con la riforma liturgica di s. Pio V (Breviario, 1568; Messale, 1570) si stabilì l'uniformità in tutta la Chiesa. Questi estese gli onori liturgici, dovuti ai quattro D. della C. latina, ugualmente a quelli della Chiesa greca, ss. Basilio Magno, Gregorio Nazianzeno, Giovanni Crisostomo e Atanasio.

2. I due grandi D. medievali: s. Tommaso e s. Bonaventura. - Tutto il medioevo non avrebbe mai concepito l'idea di conferire il titolo di D. della C. ad altri fuorché ai notissimi grandi quattro teologi. Ora, l'enorme fioritura della teologia del medioevo produsse un nuovo tipo di teologo, il «magister» ovvero il «doctor theologiae». Alcuni, non sempre i più grandi, ebbero ben presto anche un soprannome caratteristico, qualche volta già in vita (Doctor subtilis, solemnis, profundus, ecc.). Fra i «maestri» e i «dottori», ben presto uno venne a superare tutti gli altri, il «doctor communis» Tommaso d'Aquino, m. nel 1274 e canonizzato nel 1323 da Giovanni XXII; un elemento molto importante nella sua causa di canonizzazione fu la sua dottrina, come si rileva dalla bolla stessa e dai libri liturgici domenicani (b. Thomas confessor et doctor Ordinis Fratrum Praedicatorum). Il titolo da onorifico incomincia a diventare liturgico dal 28 genn. 1368 in occasione della traslazione del corpo del Santo a Fossanova. Il contemporaneo fra Raimondo intitola già la sua relazione: Historia translationis corporis x.nii Ecclesiae Doctoris divi Thomae de Aquino, e nella stessa occasione Urbano V, in una lettera (Montefiascone, 22 giugno 1368), scriveva pure: « tamquam doctor egregius per sua perlucida ac salutifera documenta universalem illustravit Ecclesiam » (Acta SS. Martii, I, Parigi 1865, p. 731). Della autorità raggiunta da s. Tommaso in teologia, si ebbe la riprova durante il Concilio di Trento, ove la sua dottrina veramente « illustrava la Chiesa ». Era naturale quindi che s. Pio V, riassumendo in brevi parole la storia dell'influsso della teologia tomistica in tutta la Chiesa, lo equiparasse agli altri quattro grandi D. conferendogli gli stessi onori liturgici (bolla Mirabilis Deus, 11 apr. 1567: Bullarium Romanum, VII, Torino 1862, pp. 564-65).

Anche Bonaventura da Bagnoregio dei Frati Minori fu da Sisto IV, nella stessa bolla di canonizzazione (14 apr. 1482: Bullarium Romanum, V, Torino 1860, pp. 284-89) aggregato alla schiera dei D. « ipsumque sanctorum confessorum pontificum et doctorum, quos sancta veneratur Ecclesia, consortio solemniter in praesentiarum adscribimus aggregamusque ». Questa proclamazione divenne formale con Sisto V (bolla Triumphantis Hierusalem gloriam, 14 marzo 1588), il quale si uniformò così a quanto s. Pio V aveva fatto per s. Tommaso. In tal modo i due celebri « D. di teologia » dell'Università di Parigi, per un naturale trapasso di idee divennero « D. della C. universale ».

3. Ulteriori sviluppi dell'idea dei « D. della C. »

Secondo una notizia che appare certa, papa Gregorio IX, dopo la solenne canonizzazione di s. Antonio di Padova avrebbe intonato l'antifona O doctor optime (F. Antonelli, op. cit. in bibl., pp. 258-59). Infatti, Antonio era dottore in teologia, uno dei primi dell'Ordine francescano, stimatissimo dal Papa per la sua predicazione. Nell'Ordine francescano il Santo godette ben presto dei privilegi liturgici dei veri D. della Chiesa, fatto che si ripeté anche in alcuni luoghi per certi dotti e « dottori » di altri Ordini, come per i ss. Ilario, Pier Crisologo, Isidoro, Beda Venerabile, Pier Damiani, Anselmo, Bernardo.

Era quindi quasi inevitabile che un giorno venisse domandato alla S. Sede di estendere un tale preesistente uso limitato a tutta la Chiesa. Ed infatti, questo passo fu fatto finalmente nel 1720, sotto Clemente XI, per s. Anselmo, luminare della Scolastica e venerato come D. nell'Ordine benedettino e in Inghilterra. Da allora in poi si susseguono le dichiarazioni di nuovi D. in ritmo crescente, basate quasi sempre sul precedente del culto locale e del fatto che si trattasse di un santo del medioevo.

Un'ultima fase si raggiunse sotto Pio IX, con la elevazione a D. di santi moderni (Alfonso de' Liguori, 1871 e Francesco di Sales, 1877). Leone XIII, per speciale riguardo alle Chiese dissidenti dell'Oriente, elevò a D. della C. universale alcuni grandi Padri e teologi orientali. La preparazione di un tale atto fu affidata, per il suo carattere prevalentemente liturgico, alla S. Congregazione dei Riti.

4. I D. secondo la data di morte:

1. 367 Ilario
2. 373 Atanasio
3. 378 Efrem
4. 379 Basilio
5. 386 Cirillo di Gerusalemme
6. ca. 390 Gregorio Nazianzeno
7. 397 Ambrogio
8. 407 Giovanni Crisostomo
9. 419-20 Gerolamo
10. 430 Agostino
11. 444 Cirillo di Alessandria
12. ca. 450 Pier Crisologo

13. 461 Leone Magno
14. 604 Gregorio Magno
15. 636 Isidoro
16. 735 Beda Venerabile
17. 749? Giovanni Damasceno
18. 1072 Pier Damiani
19. 1109 Anselmo, doctor Marianus
20. 1153 Bernardo, doctor mellifluus
21. 1231 Antonio da Padova, doctor evangelicus
22. 1274 Tommaso d'Aquino, doctor angelicus, communis, cherubicus
23. 1274 Bonaventura, doctor seraficus
24. 1280 Alberto Magno, doctor universalis
25. 1591 Giovanni della Croce
26. 1597 Pietro Canisio
27. 1621 Roberto Bellarmino
28. 1622 Francesco di Sales
29. 1787 Alfonso M. de' Liguori, doctor zelantissimus

5. I D. secondo l'ordine della dichiarazione:

a) Il gruppo dei « grandi D. », venerati sin dall'alto medioevo:

I « grandi » D. dell'Occidente:

1. Ambrogio (m. nel 397)
2. Gerolamo (m. nel 419-20)
3. Agostino (m. nel 430)
4. Gregorio Magno (m. nel 604).

I « grandi D. » dell'Oriente:

5. Basilio Magno (m. nel 379)
6. Gregorio Nazianzeno (m. ca. nel 390)
7. Giovanni Crisostomo (m. nel 407)
8. Atanasio (m. nel 373; da notare che gli Orientali riconoscono soltanto tre « grandi » D.; s. Atanasio fu aggiunto dagli Occidentali).

b) I due « grandi D. » medievali:

9. 1567 11 apr. Tommaso Pio V
10. 1588 14 marzo Bonaventura Sisto V

c) Il gruppo dei D. dal sec. XVIII in poi:

11. 1720 3 febbr. Anselmo Clemente XI
12. 1722 25 apr. Isidoro Innocenzo XIII
13. 1729 10 febbr. Pier Crisologo Benedetto XIII
14. 1754 15 ott. Leone Magno Benedetto XIV
15. 1829 27 sett. Pier Damiani Leone XII
16. 1830 20 ag. Bernardo Pio VIII
17. 1851 13 maggio Ilario Pio IX
18. 1871 7 giugno Alfonso M. d. Lig. Pio IX
19. 1877 16 sett. Francesco di Sal. Pio IX
20. 1882 28 luglio Cirillo Gerosolim. Leone XIII
21. 1882 28 luglio Cirillo Alessandrino Leone XIII
22. 1890 19 ag. Giov. Damasceno Leone XIII
23. 1899 13 nov. Beda Ven. Leone XIII
24. 1920 5 ott. Efrem Benedetto XV
25. 1925 31 maggio Pietro Canisio Pio XI
26. 1926 24 ag. Giov. della Croce Pio XI
27. 1931 17 sett. Roberto Bellarmino Pio XI
28. 1931 16 dic. Alberto Magno Pio XI
29. 1946 16 genn. Antonio da Padova Pio XII

Bibliografia6 opere
BIBL.: P. Mandonnet, Les titres doctoraux de s. Thomas d'Aquin, in Revue thomiste, 17 (1909), pp. 597-608; J. De Ghelinck, Les premières listes des « Docteurs de l'Eglise » en Occident, in Bulletin d'ancienne littérature et d'archéologie chrétienne, 2 (1912), pp. 132-34; G. A. Kneller, Zum Verzeichnis der Kirchenlehrer, in Zeitschrift für kath. Theologie, 40 (1916), pp. 1-47; Fr. Pelster, Die Ehrentitel der scholastischen Lehrer des Mittelalters, in Theologische Quartalschrift, 103 (1922), pp. 37-57; A. Walz, Historia Canonizationis s. Thomae de Aquino, in Xenia Thomistica, 3 (1925), pp. 105-72; F. Antonelli, L'elemento liturgico nel dottorato di s. Antonio, estratto da S. Antonio, D. della C. Atti delle due settimane antoniane, tenute a Roma e a Padova nel 1946, Roma 1947, pp. 251-60.

Giuseppe Löw

III. ICONOGRAFIA

Nella gerarchia iconografica i D. della C. seguono gli Apostoli e gli Evangelisti, ad indicare le forze spirituali della Chiesa militante che combatterono per l'affermazione delle verità di fede.

I Padri della Chiesa latina che aprono la serie, ebbero maggior diffusione nell'arte di quelli della Chiesa greca. A questi nell'iconografia bizantina si aggiunse anche s. Cirillo d'Alessandria e tutti furono rappresentati con il comune simbolo del libro o del rotolo con iscritte scottenze ricavate dalle loro stesse scritture. Quasi senza eccezione essi ebbero la mano destra levata nel gesto benedicente al modo greco e fu sempre indicato, al loro fianco, il nome rispettivo. Così nei musaici della cupola del battistero di S. Marco a Venezia e in quelli del duomo di Monreale.

Nell'arte occidentale, in conseguenza dello scisma che divise le due agiografie, son rare la raffigurazione dei D. della C. greca (Pala di S. Giovanni Crisostomo [1510] di Sebastiano del Piombo nella chiesa omonima a Venezia).

Per i Padri della Chiesa latina, a parte le singole indicazioni iconografiche (per le quali v. alle singole voci), il riferimento alla dottrina ricorse assai spesso nelle rappresentazioni occidentali.

S. Girolamo ebbe una larga diffusione nella pittura veneziana del Rinascimento; rappresentato in veste cardinalizia, con la penna, il libro e il leone accovacciato (riferito all'episodio della spina che il Santo gli avrebbe estratto dalla zampa), oppure come penitente ed eremita in un paesaggio brullo e desolato, ebbe sempre il richiamo al titolo di D. della C. con il libro e la penna ai suoi piedi. Più pertinente ancora è l'altra figurazione che presenta il Santo nella sua biblioteca intento allo studio delle Sacre Scritture.

S. Ambrogio, s. Agostino e S. Gregorio Magno ai loro simboli particolari aggiunsero anche essi il libro della scienza.

I D. della C. furono rappresentati isolati o raggruppati insieme (ad es., nella decorazione del Pizzolo, ca. 1449, nella chiesa degli Eremitani a Padova), e anche nelle storie di Gesù e della Vergine o in scomparti laterali di trittici e polittici (v. il politico vivarinesco delle Gallerie dell'Accademia a Venezia).

Delle varie leggende, tradizioni e storie della vita dei D. della C. non tutte tennero conto dell'attributo specifico. Per gli altri D., insigniti più tardi del titolo, a partire da s. Tommaso (Pio V, 1568) fino a s. Antonio da Padova (Pio XII, 1946) non v'è da citare una caratteristica iconografia, che riguardi particolarmente il loro titolo. - Vedi tavv. CXX-CXXI.

GRUPPO DI DOTTORI DELLA CHIESA. Affresco di Luca Signorelli nella volta della cappella di S. Brizio (1499-1500) - Orvieto, Cattedrale.
Tav. CXX GRUPPO DI DOTTORI DELLA CHIESA. Affresco di Luca Signorelli nella volta della cappella di S. Brizio (1499-1500) - Orvieto, Cattedrale.(fot. Alinari)
SISTO V PROCLAMA S. BONAVENTURA dottore della Chiesa nella basilica dei SS. Apostoli - Biblioteca Vaticana, Sala Sistina (1585-90).
Tav. CXXI SISTO V PROCLAMA S. BONAVENTURA dottore della Chiesa nella basilica dei SS. Apostoli - Biblioteca Vaticana, Sala Sistina (1585-90).(fol. Gall. Musei Vaticani)
Bibliografia3 opere
BIBL.: E. Valton, in DThC, IV, coll. 1509-10; A. Vacant, Le magistère ordinaire de l'Église et ses organes, Parigi 1887, passim; C. E. Clement, Saints in Art, Londra 1899, pp. 134-73.

Giovanni Carandente

Informazioni sulla voce

Di Vincenzo Pugliese, Giuseppe Löw, Giovanni Carandente

Fonte Vincenzo Pugliese: firma a stampa; Giuseppe Löw: firma a stampa; Giovanni Carandente: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), coll. 1901–1907.

Pagine a stampa Apri nel visualizzatore
Pagina 1101
vol. 4, coll. 1901–1902
Pagina 1102
vol. 4, coll. 1903–1904
Pagina 1103
vol. 4
Pagina 1104
vol. 4
Pagina 1105
vol. 4
Pagina 1106
vol. 4
Pagina 1107
vol. 4, coll. 1905–1906
Pagina 1108
vol. 4, coll. 1907–1908
Cita questa voce

Chicago

Pugliese, Vincenzo, Giuseppe Löw, and Giovanni Carandente. “Dottori della Chiesa.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IV, coll. 1901–1907. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/dottori-della-chiesa.

MLA

Pugliese, Vincenzo, Giuseppe Löw, and Giovanni Carandente. “Dottori della Chiesa.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 1901–1907. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/dottori-della-chiesa.

BibTeX

@incollection{ec4_dottori_della_chiesa,
  author    = {Pugliese, Vincenzo and Lów, Giuseppe and Carandente, Giovanni},
  title     = {Dottori della Chiesa},
  booktitle = {Enciclopedia Cattolica},
  volume    = {IV},
  pages     = {1901--1907},
  note      = {Cited by column},
  publisher = {Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico},
  address   = {Città del Vaticano},
  year      = {1950},
  url       = {https://azioneromana.com/it/article/dottori-della-chiesa}
}

Una delle circa 20.000 voci recuperate dai dodici volumi a stampa (1948–54). Hai notato qualcosa? Aiutaci a migliorarla.

Salva per dopo

Inserisci la tua email: ti invieremo un link per accedere. Nessuna password. Ciò che salvi (voci, versetti, capitoli, documenti) ti segue su ogni dispositivo.