DRAGONETTI, Luigi. — Patriota ed uomo politico, n. ad Aquila il 10 ott. 1791, m. ivi, il 21 febbr. 1871. Deputato al Parlamento napoletano, fu in seguito nominato da Ferdinando II visitatore dei luoghi di pena (1831), contribuendo validamente al miglioramento degli antichi sistemi punitivi.
Accusato di aver preso parte alla sollevazione aquilana del 1841, benché assolto dal tribunale militare, venne relegato a Montecassino, ove divenne amico fedele e diletto dell'abate Tosti. Liberato nel 1846, si stabilì a Roma, e vi fondò alcuni periodici liberali. Di ritorno a Napoli (1848), fu per qualche tempo Ministro degli esteri. Arrestato l'anno seguente sotto falsa imputazione, fu tenuto in prigione per quattro anni. Partito dall'Italia (1852), poté rientrare a Napoli, dopo un lungo periodo di esilio, solo in seguito alla caduta dei Borboni. Nel 1861 venne nominato senatore del nuovo Regno d'Italia. Resta di lui una Raccolta degli scritti polemici e vari

(Aquila 1868), nella quale in accorde e nobili pagine ebbe modo di esprimere tutta la sua delusione e tutto il suo dolore per la fiera lotta, che la nuova Italia andava conducendo, in nome d'una libertà e d'un amore di patria malamente intesi, contro la religione degli avi e contro la Chiesa ed il papato.