DROGONE

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DROGONE. - Vescovo di Metz, vicario papale. Figlio naturale di Carlomagno, n. il 17 giugno 1811, costretto da Ludovico il Pio nell'1818 ad abbracciare lo stato ecclesiastico, fu ordinato sacerdote nell'1822 e creato vescovo di Metz. Riconciliatosi con Ludovico, ne divenne l'arcicappellano con il titolo di arcivescovo e gli restò fedele nella buona come nell'avversa fortuna. Fu lui che ne fece portare il cadavere da Ingelheim a Metz, dove lo volle onoratamente sepolto. Sostenitore dell'idea imperiale, si schierò subito con Lotario (MGH, Concilia aevi Karolinii, II, p.792) il quale lo diede compagno e consigliere al figlio Lodovico, mandato a reggere l'Italia (844). Proprio allora era stato eletto papa Sergio II (844-847) senza il consenso imperiale. D. accompagnò Lo-

dovico a Roma, riconobbe Sergio; ma volle che giu- rasse fedeltà all’Imperatore ed ottenne l’ufficio di vicario papale su tutti i territori al di là delle Alpi, come già s. Bonifacio e s. Crodegango (Jaffé-Wat- tenbach, 2586, 2607, 2608). Pare che tale delega- zione praticamente si sia risolta in un puro titolo: non se ne fa parola nel sinodo di Thionville dell’ott. 844, benché presieduto dallo stesso D. (MGH, Ca- pitularia regum Francorum, II, p. 113), e il Concilio di Ver, nel dic. dello stesso anno, rinvia la discus- sione sul valore di tale titolo ad altro concilio (MGH, ibid., II, pp. 382-87).

Ordinò vescovo di Amburgo s. Ansgario, apostolo dei Danesi (831); fu abate di Gorze, Luxeuil e St- Trond. Mori nel nov. o dic. dell’855 o 856. Aveva fatto approntare tra l’825 e l’855 un Sacramentarium Drogonis (biblioteca Nazionale di Parigi, ms. lat. 9428), ch’è uno dei monumenti paleografici più significativi della rina- scenza carolingia.

Bibl. C. Pfister, in Mélanges Paul Fabre, Parigi 1902, pp. 101-45; E. Amann, L’epoca carolingia, in Fliche-Martin-Fru- taz, VI, p. 225 sg. e passim; H. Leclercq, Drogon (Sacramentaire de), in DACL, IV, 2, coll. 1540-47.