DROGONE. - Vescovo di Metz, vicario papale. Figlio naturale di Carlomagno, n. il 17 giugno 801, costretto da Ludovico il Pio nell'818 ad abbracciare lo stato ecclesiastico, fu ordinato sacerdote nell'822 e creato vescovo di Metz. Riconciliatosi con Ludovico, ne divenne l'arcicappellano con il titolo di arcivescovo e gli restò fedele nella buona come nell'avversa fortuna. Fu lui che ne fece portare il cadavere da Ingelheim a Metz, dove lo volle onoratamente sepolto. Sostenitore dell'idea imperiale, si schierò subito con Lotario (MGH, Concilia aevi Karolini, II, p. 792) il quale lo diede compagno e consigliere al figlio Lodovico, mandato a reggere l'Italia (844). Proprio allora era stato eletto papa Sergio II (844-847) senza il consenso imperiale. D. accompagnò Lo-

(per curtivola di Dionisio Mac Daid)
Ordinò vescovo di Amburgo s. Ansgario, apostolo dei Danesi (831); fu abate di Gorze, Luxeuil e St-Trond. Morì nel nov. o dic. dell'855 o 856. Aveva fatto approntare tra l'825 e l'855 un Sacramentarium Drogonis (biblioteca Nazionale di Parigi, ms. lat. 9428), ch'è uno dei monumenti paleografici più significativi della rinascenza carolingia.
BIBL. C. Pfister, in Mélanges Paul Fabre, Parigi 1902, pp. 101-45; E. Amann, L'epoca carolingia, in Fliche-Martin-Fruta, VI, p. 225 sg. e passim; H. Leclercq, Dragon (Sacramentaire de), in DACL, IV, 2, coll. 1540-47. Ireneo Daniele