DUBA EUROPOS

DUBA EUROPOS - P. V. C. Baur, Christian church at Dura Europa, New Haven, Yale University Press 1931, tav. 15) chiesa cristiana (sec. III).
DUBA EUROPOS - P. V. C. Baur, Christian church at Dura Europa, New Haven, Yale University Press 1931, tav. 15) chiesa cristiana (sec. III).

La sinagoga ebraica, rimessa in luce nella campagna di scavo 1931-32, sorgeva anch'essa entro un complesso edilizio in parte adibito all'amministrazione e in parte ad abitazione del rabbino. Dopo aver attraversato un grande atrio, si accedeva alla grande aula, dove veniva letta la Tôrâh. La porta principale si apriva, secondo l'uso orientale, su di un lato lungo proprio di fronte al centro del culto, cioè ad un'edicola a ferro di cavallo sormontata da un fastigio a forma di conchiglia: era il posto riservato all'archisinagogo. La fronte dell'edicola contiene a sinistra emblemi sacri, il candelabro a sette braccia, un cedro, una palma; nel centro lo scrigno della lex, di cui l'arca è il prototipo; è a forma di tempio con porta inquadrata da quattro colonne, a destra il sacrificio d'Abramo con Isacco disteso sull'ara, dall'alto sporge la mano divina, che arresta Abramo pronto col coltello al sacrificio. La vasta aula, ricostruita in forma più grande nel 245, come si apprende da un'iscrizione in aramaico dipinta su di un telegone del soffitto, aveva - cosa eccezionalissima per i luoghi di culto ebraici - le pareti completamente rivestite di pitture, sovrapponentisi fino a quattro zone. I soggetti rappresentati sono desunti principalmente dal Vecchio Testamento, come p. es. le storie di Ezechiele e d'Elia, di Ester, di David, di Samuele, ecc.; non mancano però quelli ispirati alla tradizione post-biblica, come mostra il quadro rappresentante Mosè che divide le acque della fonte in dodici rami, ognuno dei quali corre verso le dodici tende delle dodici tribù. In

DURAN EUROPOS - DURAND GUILLAUME

gogue de Dourn Europos, Roma 1939; H. F. Pearson, Guide de la synagogue de Dourn-Europos, Beirut 1940; A. Grabar, Le thème religieux des fresques de la synagogue de Dourn (245-256 après J.-C.), in Revue de l'histoire des religions, 123 (1941), pp. 143-92; 124 (1941), pp. 1-35.

Sulla domus Ecclesiae ed il battistero si veda: C. Hopkins, The christian chapel at Dourn-Europos, in Atti del III Congresso internazionale di Archeologia cristiana, Roma 1934, pp. 483-92; A. Von Gerkan, Die frühchristliche Kirchenanlage von D., in Römische Quartalschrift, 42 (1934), pp. 219-32; G. P. Kirsch, La «domus ecclesiae» cristiana del III sec. a Dourn-Europos in Mesopotamia, in Studi dedicati alla memoria di Paolo Ubaldi, Milano 1937, pp. 73-82; W. Sexton, L'église et le baptistère de Dourn Europos, in Annales de l'Ecole des Hautes Etudes de Gand, 1 (1937), pp. 161-77; H. Grégoire, Encore les baptistères de Cuicul et de Dourn, in Byzantion, 14 (1939), p. 317; A. Grabar, Les fresques de Dourn-Europos, in Comptes rendus de l'Acad. des Inscr. et Belles lettres, 1941, pp. 77-90; C. Hopkins, The architectural background in the paintings at Dourn-Europos, in American Journal of Archaeology, 45 (1941), pp. 18-29.