EDOARDO VI, re d'INCHILTERRA. - N. il 12 ott. 1537, m. il 6 luglio 1553. Figlio di Enrico VIII e di Jane Seymour, sarà al trono a 9 anni nel 1547. Nei primi due anni del suo regno il potere fu nelle mani di Edward Seymour, duca di Somerset, che il consiglio di reggenza nominò Lord protettore. Questi, con l'approvazione del giovanissimo re, fanciullo malaticcio, ma precoce, e dotato della particolare inclinazione del Tudor per gli studi, promosse l'ulteriore penetrazione del protestantesimo nel paese, anche nella sua forma più fanatica di lotta contro l'«idolatria», cioè il culto delle immagini sacre e la Messa, voluta soprattutto dai fautori del calvinismo e particolarmente da Tommaso Cranmer, arcivescovo di Canterbury.
Destituito il Somerset che, in altro campo, non aveva saputo condurre con successo la sua politica di predominio sulla Scozia, osteggiata vittoriosamente dai Francesi, il consiglio firmò la pace con la Francia (1550); continuò invece più aspra la politica religiosa di lui per opera di John Dudley, conte di Warwick, poi duca di Northumberland. Si ebbero durante il regno di E. le due edizioni del Common prayer book (1549 e 1552) e la preparazione del nuovo ordinale di pretta marca calvinista.
BEL.: C. H. Smyth, Thomas Cranmer and the Reform under Edward VI. Cambridge 1926; G. Constant, La réforme en Angleterre. V. L'introduction de la réforme en Angleterre. Le règne de Edward VI. Parigi 1930. Ottavio Baciè