EGIDIO di Santarém, beato. – Domenicano portoghese, n. verso il 1844. Vaceola (diocesi di Vizeu), da famiglia della nobiltà locale, m. a Santarém il 14 maggio 1825.
Destinato ancor giovane allo stato ecclesiastico, fu presto investito di ben 5 benefici, di cui dispiaceva le rendite con vita licenziosa. Mentre poi si recava a Parigi per studiare la medicina, i biografi dicono che il dialogo lo esortasse a darsi alla negromania e ottenesse da lui patto di servitù, fumato con il suo proprio sangue. E. serciò, e con alquanto fama, l’arte negromantica. Ma finalmente la comparsa ripetuta di un cavaliere, in atto di minaccia se non mutasse via, ne procura la conversione. Tornano allora in patria, a Palencia, verso il 120-21 si fece religioso nel convento dominicano locale. Rinvito in seguito a Parigi per gli studi teologico-eseguei a quell’Università, vi conobbe varie personalità dell’Ordine, tra cui Giordano di Sassonia e Umberto de Romola, di quale ultimo indirizzerà un’epistola. Ritornato nella penisola iberica, si dette all’insegnamento e alla predicazione. Per ben due volte rivestì la carica di provinciale di Spagna, principiando probabilmente nel 1233. Visse in grande austerità nel convento di Santa-Rèm. Benedetto XIV ne confermò il culto il 9 maggio 1748. Festa il 14 maggio.