EGIDIO di SANTARÉM, beato. - Domenicano portoghese, n. verso il 1184 a Vacele (diocesi di Vizeu), da famiglia della nobiltà locale, m. a Santarém il 14 maggio 1265.
Destinato ancor giovane allo stato ecclesiastico, fu presto investito di ben 3 benefici, di cui dissipava le rendite con vita licenziosa. Mentre poi si recava a Parigi per studiare la medicina, i borghi diocesi che il diavolo lo scortasse a darsi alla negromania e ottonese da lui un patto di servitù, firmato con il suo proprio sangue. Eserciò, e con alquanta fama, l'arte negromantica. Ma finalmente la comparsa ripetuta di un cavaliere, in atto di minaccia se non mutasse vita, ne procurò la conversione. Tornando allora in patria, a Palencia, verso il 1220-21 si fece religioso nel convento domenicano locale. Ritivato in seguito a Parigi per gli studi teologico-esegistici a quell'Università, vi conobbe varie personalità dell'Ordine, tra cui Giordano di Sassonia e Umberto de Romans, al quale ultimo indirizzerà un'epistola. Ritornato nella penisola iberica, si dette all'insegnamento e alla predicazione. Per ben due volte rivesti la carica di provinciale di Spagna, principiando probabilmente nel 1233. Visse in grande austerità nel convento di Santarém. Benedetto XIV ne confermò il culto il 9 maggio 1748. Festa il 14 maggio.
BIBL. Acta SS. Mait. III, Parigi 1866, pp. 400-36; d'ansie Dominicaine, Mai, I, Leone 1891, pp. 409-23; Quett-Echard, I, pp. 241a-244 b; P. Alvarez, Santos, Bienaventurados, Praeables de la Orden de los Predicadores, I, Vergara 1900, pp. 233-47, Abele Redigonda