EGIDIO ROMANO

**EGIDIO** Romano. - Uno dei grandi maestri della scolastica, generale degli Agostiniani, arcivescovo di Bourges, n. a Roma nel rione Coionna ca. il 1243, m. ad Avignone il 22 dic. 1316. Giordano di Sassonia, che tra il 1320-30 aveva studiato nel convento agostiniano di Bologna, lo chiama **de nobili genere Columnensium**; Ambrogio da Cori (v.) nel 1481 lo dice semplicemente **de regione Columnae**; ma nei documenti più antichi l'appellativo Colombo non si trova.

**I. Vita.** - Entrato giovane nel convento di S. Maria del Popolo, ca. il 1260 fu inviato a compiere gli studi a Parigi dove nel 1263 ca. è **baccalarius artium**, nel 1266 ca. **magister artium** e nel 1272 ca. **baccalarius biblicus**. Nel 1278, in seguito alla condanna dell'aristotelismo da parte del vescovo di Parigi Stefano Tempieri (7 marzo 1277), ad E., che dell'aristotelismo appariva il più valido difensore, venne imposto di ritrattare alcune proposizioni; egli si rifiutò e fu costretto a interrompere la carriera scolastica. Nel giugno del 1279 fu designato definitore della sua provincia al Capitolo generale di Padova (1281), dove intervenne e disputò 20 questioni. Nel 1285, munito d'una lettera del papa Onorio IV, tornò a Parigi, fece atto di sottomissione e venne dichiarato dottore. Dal 1286 al 1292 tenne la cattedra di teologia, circondato da grande ammirazione: **qui modo melior de tota villa in omnibus reputatur** dice un contemporaneo. Nel Capitolo generale di Firenze del 1287 fu proclamato dottore ufficiale dell'Ordine, e in quello di Roma, 6 gen. 1292, eletto priore generale. Nel 1295 lasciò la direzione dell'Ordine, preconizzato arcivescovo di Bourges, dove nel 1296 iniziò l'attività pastorale adunando un concilio provinciale, che di nuovo riunì nel 1312 il 1315. Da questo momento svolse una parte di prim'ordine nelle lotte religiose dottrinali del suo tempo. Bonifacio VIII lo volle sovente presso di sé; fu infatti Roma negli a. 1297-99 e 1302-1303.

Nel 1305 venne incaricato di esaminare alcune dottrine del domenicano Giovanni Quidor. Nel 1311 intervenne al Concilio ecumenico di Vienna, dove esaminò gli errori dell'Oliv.

II. Opera

Vasta è l'attività letteraria di E. Delle sue opere autentiche, ca. 70, principali sono: a) filosofiche: comprendenti i commentari ad Aristotele, composti dal 1263 al 1278, i migliori dei quali sono In libros physici, In libros metaphysicorum; In libros de anima; In de bono fortuna e In libro de generutione; la importante Expositio in lib. causis, del 1290; e i trattati originali Quaest. de esse et essentia; Theorematia de esse et essentia; Contra gradus et pluralitatem formarum; De formatione corporis humani; De regimine principum; De erroribus philosophorum, ecc. scritti quasi tutti tra il 1275-85; b) teologiche: Commentarium in I-III Sententiarum (il commento al libro terzo arriva allo dist. 11, mentre quello al secondo è la sua opera più forte e, tra quelli della scolastica, il più vasto); Theoretica Le corpore Christi; preziosi per la dottrina sull'Eucaristia, Quodlibetae sex; Quaest. X de mensura angelorum; Quaest. XIV de cognitione angelorum; Quaest. VI de comparisone angelorum; Quaest. X de moni angelorum e le eseguitiche In Hexameron; In app. Pauli ad Ramano et Corinthios; In cantum cantorum; Postilla super contra exemplos; De potestate, scritto nel 1302 in difesa del pontificato contro Filippo il Bello; Expositio in decretalem «Cum Marthae»; Capitula fidei christiane; Sermones de tribus vitii mundi; Serm. de tempore, Serm. de corpore Christi, ecc. Per la lista completa, edizioni e manoscritti, V. G. Bruni, Le opere di E. R., Firenze 1936.

III. Pensiero

Per la ricchezza e la profondità della dottrina, unita ad una esposizione chiara sempre viva, per quanto non sempre concisa, venne detto doctor fundamentisimus. Intorno a lui si raccolsero numerosi discepoli che formarono la prima e la più florente scuola teologica del sec. XIV, che continuò nei secc. XV e XVI, e venne richiamata in onore dal Gavaudi nel sec. XVII, quando si creò una corrente più ristrettamente egidiana accanto alla scuola agostiniana.

Nel riguardi di s. Tommaso E. può dirsi discepolo, critico e continuatore. Su molte questioni determina un vero progresso. In filosofia è l'antestigiano della distinzione reale fra essenza ed esistenza che difende tenacemente contro Errico di Gand. Sua è la dottrina dei mondi apostoliani, i ripresa dal Gaetano. Dell'agostinismo ri

tiene il primato della volontà, la teologia come scienza affettiva, l'efficacia morale della Grazia, ecc.

Di particolare importanza le sue opere politiche: il De regimine principum, opera molto letta nel medioevo, tradotta nelle principali lingue d'Europa e perfino in ebraico, dove, sulla base aristotelico-tomista, svolge un ampio trattato di etica, economia e politica; e il De ecclesiastica potestate, che servì a Bonifacio VIII per la redazione della bolla Unam sanctam, in cui affronta direttamente le relazioni tra il potere temporale e quello religioso, esponendo, conforme alla mentalità del tempo, una dottrina teocratica e precisamente la teologia della potestà diretta della Chiesa sulle cose temporali (v. Stato). Ma la concezione è più teologica che giuridica. La distinzione tra il fine che il principe devo proporsi nell'escrizio della sua potestà, fine soprannaturale e quindi direttamente subordinato alla Chiesa, e il fine proprio del suo potere soggetto alla Chiesa, ratione ammone, servirà a chiarire il pensiero di E. e a mostrare che non è molto lontano, salvo reali eccessi di stile, dalla concezione della potestà indiretta.

Bibl.: Per la vita: A. Gandolfo, Dissertatio historica de scriptoribus Augustinianis, Roma 1704, pp. 20-36; N. Mattioli, Studio critico sopra R. R., ivi 1866; P. Mandonnet, La carrière scolaire de G. de R., in Rev. der scien. phil. et thél., 4 (1900), pp. 481-496;

E. Giordano Romano - Incipit del Commentarium in librum sententiarum (sec. XIV). Biblioteca Vaticana, cod. Vat. lat. 838, f. 17.

EGIDIO ROMANO – EGIDIO DA VITERBO

Talentino 1942; G. of R., De erroribus philosophorum. Critical text with notes and introduction by J. Koch. Milwaukee 1944; D. Gutierrez, La bibliografia de los escollisticos durante el ultimo decenio, in Ciudad de Dios, 156 (1944), pp. 17-46; G. Suárez, El pensamiento de E. R. en torno a la distinción de esencia y existencia, Salamanca 1948; R. Kuipers, De Summi Pontificis potestate secundum E. R., Roma 1949. Marca tutora uno studio complessivo sul pensiero di E. R. Agostino Trapè