ELIPHAZ

ELIPHAZ. - Il più eloquente degli amici di Giobbe (Job 2, 11), nativo di Teman, regione a tribù derivata dal nipote di Esaù (Gen. 36, 11), celebre per la saggezza (Jer. 49, 7; Abd. 8). Nella triplice disputa, parte centrale del poema (v. GIOBBE), E. parla sempre per primo; procede per sentenze, al modo dei saggi, e sostiene l'idea allora comune: soffre soltanto chi ha peccato; Giobbe pertanto non può esser giusto; affermando il contrario, offende Dio; si umili a invochi misericordia.

Nel 1º discorso (Job 4-5), E. garbitamente evita d'increminare Giobbe a parla genericamente. Ma questi proclama la sua giustizia. Allora E., nel 2º discorso, più aspro, lo accusa, sia pure indirettamente, di empietà (Job 15). Nel 3º (Job 22), insistendo Giobbe sulla sua innocenza, E. senz'alcun riguardo gli attribuisce le più

gravi colpe. Nell'intervento finale, Dio umilia E. e gl'impone di placare la sua ira mediante l'intercessione di Giobbe (Job 42, 7-9).

BIBL.: A. Lafevre, Job, in DBs, fasc. 22, coll. 1073-98, con ampia bibl.; A. Hudal-J. Ziegler-F. Sauer, Einteilung in das Alte Testament, 6ª ed., Graz-Vienna 1948, pp. 180-86. Francesco Spadafora
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“ELIPHAZ.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 171. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/eliphaz.