ELISI, CAMPI

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ELISI, CAMPI. - Luogo dove gli antichi Greci immaginavano trasportati, corpo ed anima, alcuni beniamini degli dèi, di cui spesso erano discendenti o parenti. Credenze più tarde vi posero anche gli eroi della mitologia e della storia, Achille, Diomede, Menelao, ecc.

Una parte degli antichi separa gli E. dal resto dell'oltretomba e li pone al limite della terra o nell'Oceano (in questo caso sono identificati con le isole dei besti) nel cielo. Per altri (Aristofane, Virgilio) fan parte dell'oltretomba e sono immaginati sotto terra. La era la perfetta felicità materiale e morale, senza preoccupazioni né obblighi di lavoro, rallegrata dal vino, musica e danze; i poeti attici che la descrivono nei secc. V-IV a. C. prenono come modello la iniziazione di Eleusi. A capo degli E. erano Radamante Crono o ambedue. Secondo alcuni moderni, nome e concetto dei C. E. sarebbero pre-elefici. I Romani seguirono i Greci nella raffigurazione degli E.

BIBL.: L. Malten, Elysion und Rhadamantis, in Tarbach des deutsch. archaeei, Inst., 25 (1923), p. 35 sgg.; E. Rohde, Psyche, 9-10 ed., I, Tubinga 1923, p. 68 sgg.; M. Nilsson, The Mythology of Mycenaean Religion, Lund 1927, p. 541 sgg.; P. Capelletti, Elysion und Iuscin der Seligen, in Archiv. für Religionswiss., 25 (1927), p. 245 sgg.; 26 (1928), p. 17 sgg.; E. Wiken, Die Kunde der Hellenen von dem Lande und den Völkern der Armeeninheit, Berlin 1929, p. 30 sgg.; C. Lund 1937, cap. I; M. Nilsson, Gesch. der Griech. Religion, I, Monaco 1941, p. 302 sgg.