ELNE. - Città della Francia nei Pirenei orientali, sede vescovile del sec. VI al 1601. È l'antica «Illiberia» dal fiume omonimo, situata sulla strada litoranea tra la Gallia e la Spagna, a 6 km. dal Mediterraneo, presso il promontorio «Pyrseneum», in un'altura nella grande pianura del Roussillon, a 13 km. da Perpignano. Già molto diminuita d'importanza al tempo di Traiano (Plinio, Nat. hist., III) rifiori nel sec. IV con il nome di «Helena», donde l'attuale E.
L'esistenza della diocesi è attestata nell'a. 571 dalla cronaca di Giovanni de Bicker il quale ricorda in quell'anno il vescovo Domino (PL 72, 864). Poi si conoscono un gruppo di vescovi di E. i quali parteciparono a vari Concili di Toledo, come Benenato nel 589, Acutolo nel 633 e nel 638, Claro nel 683; Salomone è menzionato in un diploma di Lotario dell'834 e in uno di Ludovico il Pio dell'836; poi si ha un lungo episcopato di Riculfo almeno dall'886 al 915 (Jaffé-Wattenbach, 3554).
Soggetta la città alle incursioni dei Saraceni, fu ricostruita dai vescovi Berengario IV a Arnoldo I, ma venne saccheggiata da Filippo l'Ardito nel 1285.
La cattedrale di E., dedicata a S. Eulalia di Merida, fu costruita nel sec. XII sul posto d'un edificio anteriore che sembra imitasse il S. Sepolcro di Gerusalemme. Nel chiostro annesso sono sarcofagi e resti di altri monumenti. La residenza vescovile fu trasferita da Clemente VIII a Perpignano il 1 sett. 1601.
Nel territorio della diocesi forrì l'abbazia di S. Maria di Arles-sur-Tech fondata dal benedettino Castellano presso un antico edificio termale nel 738. L'abbazia fu arricchita di privilegi da Ludovico il Pio dell'821, da Carlo il Calvo e da Ludovico il Balbo. Il papa Giovanni VIII fece l'abbazia immediatamente soggetta. Sotto l'abate Almerico fu consacrata nel 937 la chiesa abbaziale dove il suo successore Arnolfo portò, nello stesso anno, le reliquie dei martiri Abdon e Sennen. L'edificio fu ricostruito nel sec. XI e consacrato nel 1046; ne resta solo la facciata; una nuova chiesa romanica venne consacrata nel 1157; il bel chiostro romanico annesso è del sec. XIII.
Clemente VIII nel 1392 riunì all'abbazia quella di
S. Andrea di Soride. Dal 1722 fu unita alla mensa episcopale di Perpignano e soppressa nel 1790.
All'abbazia spetta il messale del sec. XII oggi nella Biblioteca di Perpignano (ma. n. 4; G. M. Touar, Les anciens missels du diocèse d'É., in Mémoires de la Société nationale des antiquaires de France, 46 [1885], pp. 32-44).