ELTZ, JAKOB. - Arcivescovo e principe, n. a. Treviri nel 1510, m. ivi il 4 giugno 1587. Nominato arcivescovo di Treviri nel 1567, fu il primo principe tedesco sollecito nell’applicazione delle disposizioni tridentine, con la collaborazione dei Gesuiti, meritando ampie lodi da Pio V. Nell’amministrazione della diocesi ebbe collaboratore il cancelliere Wimpfeling. L’E. fu tra i più validi difensori del cattolicesimo nelle Chiese renane.
‘ELÜL. - Sesto mese (contando da nisani) del calendario ebraico, di 29 giorni (ag. sett.), Il nome deriva dall’assiro uliuli. I nomi arabi odierni in Palestina sono: presso i cristiani olan, elul; i musulmani: fahir es-salib; i beduini: arwcal safar. Secondo la Misnah (Rö’s has-sanah, I, r.) “il primo di ’e, è il capo d’anno per la prelevazione della decima degli animali”. I Gaoniti ricordano l’uso mesopotamico di seminare in un cesto pieno di terra dei legumi ai 7 e 14 di ’e; il cesto veniva gettato alla vigilia del capo d’anno (1 tishr) nell’acqua come sacrificio di sostituzione (Ras’a Sabah, 81 b). Il 20 ’e, scade il termine per la consegna ufficiale della legna da ardere nel tempio.
Dall’2 di ’e, sino all’ultimo (29), escluso però il 29, vigilia di capo d’anno, si suona nella sinagoga la buccina (bphar). Dopo la preghiera nuntutata e serale si recita il salmo 27. Durante la notte che segue l’ultimo sabato prima del capo d’anno (a mezzanotte o prima dell’alba) si recitano le preghiere di perdono (salihah). La vigilia del capo d’anno ha luogo l’assoluzione dei voti (hattarath nedharim) per dimenticanza non adempiuti. Se il capo d’anno cade nei giorni di giovedì e venerdì (dimodoché si è costretti a cuocere i cibi per il sabato, giorno in cui tale lavoro è proibito), si compie alla vigilia della festa (29 ’e) il rito della «mescolanza dei cibi cotti» (“tribah tabhihim”).