EMPEDOCLE DI AGRICENTO ("ΕΜΠΕΔΟΚΛΗ͂Σ, ΕΜΠΕΔΟΚΛΗ͂Σ")

EMPEDOCLE di AGRICENTO ("Εμπεδοκλῆς, Εμπεδοκλῆς"). — Figura complessa di medico, naturalista, filosofo e uomo politico, a proposito del quale la leggenda e la storia non sono facilmente scarpabili, vissuto fra il 490-430 a. a. C. Fece prevalere in patria il partito democratico, ma sembra sia morto in esilio, nel Peloponneso. Leggendaria senz'altro la tradizione accolta da Orazio: "deus immortalis haberi dum cupit Empedocles, ardentem frigidus Actnam insiluit" (Εφ., II, 3, 464), sebbene in un noto frammento dica di aggirarsi come un Dio fra i mortali, onorato da tutti.

Scrisse due opere: I. Εμπεδοκλῆς e Καθαριμοί (qualche altra gli è attribuito con poco fondamento da Diogene Laerzio). Nella prima si può dire, schiasticamente, che occupa come Anassagora e Democrito, una posizione mediatrice tra la dottrina ecletica dell'essere, che esclude il divenire e quella eraclitea del divenire che esclude l'essere: secondo E. c'è l'essere e il divenire, l'uno rappresentato dai quattro elementi: il fuoco, l'aria, l'acqua, la terra, l'altro dall'unione (μελέξις) e separazione (διαλεξις) operare rispettivamente dall'amore (διάλαξις, Ἀρμονία, Ἀφροδίτη, Στοργή, Ἐνθουάν, Κύπριος) e dall'odio (Νεόσχος, Κόστος, Δήμος, Ἀργός). La natura di queste cause, che il alternano nel dominio della realtà, è incerta

EMPRECIOLE - EMPIRISMO

E., Roma 1905; F. Johns, Luluzze n. E., Erlangen 1907; Cl. E. Milde, On the Interpretation of F., Chicago 1908; E. Bignone, I poeti filosofi della Grecia, E. Studio critico, Traduz. e commento delle testimonianze e dei frammenti, Torino 1916; F. Cherver, I. pp. 97-97, 48-49; V. Ziegenfuss, S. V. in Philosophien- Lexikon, I, Berlin 1940, pp. 283-284.