Enciclopedia Cattolica vol. V, 1950

EMULAZIONE

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EMULAZIONE. - Psicologicamente è il sen-
timento che spinge ad uguagliare e anche a supe-
rare gli altri per il possesso di un bene o di una
qualità personale (ricchezza, lode, onore, vantaggio
professionale o sociale, virtù). Essa ha come radice
a principio un sentimento di onore e di lodevole
amor proprio, che provoca sforzi generosi per un
fine lodevole; importa imitazione e superamento
degli altri, ma senza ledere in nulla i loro diritti;
mantiene una certa cavalleria nella scelta dei mezzi
e si addossa ogni peso, senza affatto gravare sugli
altri; se mai, anzi, giova e coopera a provocare una
nobile gara, che serve di stimolo a fare sempre di
più e sempre meglio. Con questo l'e. si distingue
dall'invidia, dalla gelosia, dalla rivalità malsana,
dall'odio di classe, che sono tutte deviazioni dalla
genuina e. Gli emuli infatti, camminano insieme;
gli invidi e i gelosi si adergono l'uno contro l'altro;
i primi nutrono stima per i loro concorrenti, non
mirano che a superarli senza schiacciarli, si vogliono
meritare con il loro sforzo il buon successo cui ane-
lano; i secondi, invece, si combattono, si stimano
ed agiscono da avversari, si danno lo sgambetto,
tentano di arrivare primi alla metà con qualunque
mezzo, pur di arrivare.

Appare subito da quanto si è qui accennato, come
l'educazione possa trovare a abbia sempre trovato nella
e. uno stimolante attivo ed energico allo sforzo e una
fisionomia, per così dire, fatta di generosità e di nobiltà
insieme; tanto da far proclamare l'e. una necessità, come
è necessario il vapore acqueo per muovere determinati
congegni. Tale necessità è sempre stata riconosciuta e
adeguatamente sfruttata in tutti i campi. Basti accennare
al Greci, che nelle gare ginnistiche e letterarie videro
un mezzo per accrescere al corpo snellezza, armonia di
proporzioni e bellezza; e per spingere le arti e le lettere
ad un sempre maggior grado di perfezione; gli asceti
cristiani trovano nell'esempio degli altri lo stimolo ad
abbandonare il male e a darsi perdutamente al bene e
alla sanità (cf. il: «se questi è quegli, perché non io?»
di s. Agostino, Confess., VIII, 11, 27); gli insegnanti lo
strumento per ottenere dagli alunni una maggiore appli-
cazione ed un maggior profitto. Basti osservare l'uso co-
stante che se ne fa nello «ratio studiorum» dei Gesuiti (v.),
con le accademie pubbliche annuali di poesie e poemetti;
con la divisione delle singole classi in due campi antagonistici con cariche (tolte generalmente dalla storia romana; imperatori, consoli, pretori, ecc.) assegnate ai migliori e con posti distinti; con l'assegnazione fatta da ogni alunno di un emulo; con gli esami scritti e la distribuzione dei premi ai più meritevoli.

Illustration

Soltanto da una parte il giansenismo e dall'altra il puritanesimo filosofico di Kant e di Rousseau vollero combattere l'e. come mezzo antieducativo. I giansenisti partendo dalla teoria che la natura umana è essenzialmente cattiva, e quindi cattiva ogni inclinazione naturale, bandivano dalle loro scuole di Porto-Reale l'e., perché assecondava una delle tante inclinazioni naturali; Kant la esclude per la sua morale assoluta, che si fonda sul puro rispetto della ragione e non ammette nessun altro interesse; Rousseau la condanna in nome della sua concezione ottimistica della natura, la quale si deve sviluppare da sé e troverebbe perciò nell'e. una passione pericolosa, che corromperebbe l'amore di sé, che è simpatia, abbassandolo al grado di amor proprio, che è puro egoismo.

Ma l'e. corrisponde così pienamente alla natura umana, che gli avversari, in pratica, dovettero abbandonare le loro posizioni, ed essa continua fino ai nostri giorni in tutti i campi delle arti, delle lettere, delle scienze (borse di studio, esenzione dalle tasse scolastiche) e anche del lavoro (il cosiddetto stakanovismo).

Bibliografia7 opere
BIBL.: G. Negrone, Orationes (oraz. 13°), Milano 1908, pp. 406-16; D. Petau, Orationes (oraz. 8°), Parigi 1620, pp. 157-170; F. Dupanloup, De la haute éducation intellectuelle, III, Parigi 1855, pp. 555-95; R. Ruiz Amado, La educación moral, 2ª ed., Barcellona 1913, pp. 222-32; P. de Hoare, Le catholicisme, ses pédagogues, sa pédagogie, vers. franc., Bruxelles 1930, pp. 142-43 e passim; A. P. Farrel, The jesuit code of liberal education, Milwaukee 1938, pp. 290-313; M. Barbera, La ratio studiorum, Padova 1942, pp. 73-74.

Celestino Testore

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), coll. 326–327.

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Testore, Celestino. “Emulazione.” In Enciclopedia Cattolica, vol. V, coll. 326–327. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/emulazione.

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Testore, Celestino. “Emulazione.” Enciclopedia Cattolica, vol. V, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 326–327. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/emulazione.

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