EMSER, HIERONYMUS. - Teologo e polemista
n. a Weidenstetten presso Ulma il 28 marzo 1478,
m. a Dresda l'8 nov. 1527. Magister artium (1499),
sacerdote prima del 1502, dedicò tutte le sue forze
alla polemica luterana. Da principio, quando Lu-
tero, alla disputa di Lipsia (1519) fu accusato di eresia
uscita e di accordi con i Fratelli Boemi, pubblicò
una sua lettera aperta diretta all'emanistratore
ecclesiastico dell'areidioeesi di Praga Giovanni Żok
nella quale giustificava Lutero da tali accuse, e pre-
sentava insieme una difesa del primato romano. Lu-
tero vide in ciò un tentativo subdolo per costringerlo
o a prendere posizione contro i Boemi, o ad abbando-
nare le tesi da lui difesa a Lipsia; reagì quindi nel
sett. 1519 con: Ad aegocerotem Emserianum M. Lu-
theri additio, il più violento di tutti i suoi scritti po-
lemici. E. rispose ancora nel medesimo anno con: A
venatione Lutherana aegocerois assertio. La polemica
così iniziata continuò con il tono più violento anche
negli anni che seguirono. A ogni pubblicazione di Lu-
tero E. non tralasciò di contrapporre un nuovo scritto
polemico. La morte precoce gli fece restare incom-
pleto uno scritto contro l'opuscolo di Lutero Trä-
stungen an die Christen zu Halle (scritto che fu nello
stesso anno completato e pubblicato da Alveldt sotto
proprio nome).
E. non è gran teologo, meno ancora scolastico, ma
è in primo luogo umanità. Possiede una buona cono-
scenza della Scrittura e dei Padri, e soprattutto un ar-
dente spirito ecclesiastico. Ma la sua polemica è quasi
textimente negativa, non costruttiva e la verità viene
difesa, ma non approfondita, né positivamente esposta.
I suoi scritti ebbero perciò un'eco e una portata ben
diversa da quelli dei suoi avversari.
E. pubblicò nel 1527 anche una traduzione tedesca
del Nuovo Testamento, da contrapporre a quella di
Lutero. Letterariamente essa dipende molto da quella
del riformatore, però si mantiene molto più vicina alla
Volgata e fedele all'ortodossia.