ENRICO DI MEISSEN

ENRICO di Meissen. - Soprannominato a Frau-enlob » per la preferenza che diede, in una competizione lirica con il poeta Regenbogen, al termine Frau in antitesi al termine Weib, per designare la donna.

Cantore vagante della Carinzia, n. c. il 1256, m. a Magonza il 1318, dove fondò una scuola di canto, fu uno dei primi e più importanti maestri cantori, e i più famosi fra autori di Spriche (morti) in Germania. Nei suoi lai, canzoni e Spriche si nota correttezza di forma e profondità di pensiero, non spontaneità d'ispirazione, di sentimento, né (per troppe citazioni) chiarezza. Tra le sue rime d'amore largo posto vien fatto a canti di lode della Vergine della donna in genere: tipici del suo modo di poetare artificioso ed eruditamente ampolloso sono il lungo Leich dedicato alla Madre del Signore (con richiami al Cantico dei Cantici che egli applica a Maria) e quello sulla S. Croce e la S.ma Trinità.

Bibl.: Un'ed. ampiamente curata delle opere di E. d'Im. d'ovuta a L. Ettmüller, Quedlinburg 1843. Studi: W. T. Kirsch, Frauenlob Kreuzlich, Bonn

1928. Giovanni Guerra ENRICO di Melk

Il più antico poeta storico spettacolo (seconda metà del sec. XII).

Disegnato della vita mondana, entrò quale converso laico nel monastero di Melk, dove compose Von des Todes Erinnerung (1160), poesia il cui brano iniziale porta anche il titolo: Vom gemeinen Leben. È altresì una, forse, l'altra (incompleta): Pfaffenleben. Rivolto entrambe il rigido temperamento morale dell'A., che, sebbene meno intransigente del moralista Hartmann von Aue, coabitatore del convento, non risparmia traviamenti o difetti di religiosi e laici, fornendo un'efficacia stima pittura della cultura del tempo. Favorì, attraverso l'accesismo, il rispetto e l'apprezzamento della donna in Germania.

Bibl.: Opere: L'Erinnerung venne edito in facsimile da R. A. Barack, in Zeitschrift f. deutscher Altertum, 23 (1878), c. 13 (1878); in Priesterleben, da K. Kochendörffer, ibid., 35 (1890). Studi: O. Lorenz, H. V. M., der funenale der Ritterzeit, Halle 1886; G. Ehrismann, Geschichte der deutschen Literatur bis zum Ausgang des Mittelalters, II, 1, Monaco 1922, p. 186 sgg.; II, 1, 1871, 1927, passim; H. Steinger, S. V. in Die deutsche Literatur des Mittelalters, Verfasserlexikon, II, coll. 299-

1929. Giovanni Guerra ENRICO il Navigatore, infante di Portogallo

N. ad Oporto il 24 marzo 1394, m. a Sagres il 13 nov. 1460.

Gran maestro dell'Ordine militare di Cristo, tra i principali suscitatori di esplorazioni geografiche del sec. XV, nelle quali al motivo commerciale e politico si univa quello etico-religioso di cristianizzazione. Istituti tra l'altro una scuola nautica. Per suo impulso nel 1435 fu esplorata la costa africana fino a Rio de Oro; nel 1441 fu raggiunto il Capo Bianco; nel 1445 il Capo Verde. Folli la conquista di Tangeri da lui voluta.

Bibl.: J. N. L. Baker, Historie des découvertes géographiques et des explorations, trad. franc., Parigi 1949, p. 57 sgg. e bibl. IV citata.