ENRICO VIII, RE D'INGILTERRA

ENRICO VIII, RE D'INGILTERRA - Explici del' Astroito
ENRICO VIII, RE D'INGILTERRA - Explici del' Astroito

septem Sacramentorum di E. VIII d'I. con firma autografo.
Biblioteca Vaticana, cod. Vat. lat. 3731.

qualche resistenza popolare nelle contee di York e di
Lincoln, soffocate nel sangue, con il concorso delle
contee meridionali della capitale Londra, dove la
politica anticlericale e antirromana del Re aveva il
massimo favore. Tanto il Parlamento quanto il docile
clero secolare non ebbero difficoltà a sanzionare il
matrimonio del re con la seconda moglie Anna Bo-
lena, a legittimare come erede al trono la figlia di
questa, la futura regina Elisabetta (1534), ad appro-
vare l'atto di supremazia che definiva tradimento il
nega rela supremazia ecclesiastica del Re. Nel lu-
glio del 1533 Clemente VII scomunicava il fidei defensor
di un tempo. Ministro di se stesso dopo la disgrazia
del Wolsey, concede una certa fiducia a Thomas
Cromwell, ma poi lo fa giustiziare nel 1540; solo
Thomas Cranmer, da lui nominato arcivescovo di
Canterbury, conserva la sua fiducia fino alla morte.

Ma progredendo negli anni, il Re, sempre più di-
spotico, sospettoso, egoista, cupamente cinico spande
la morte fra le persone che gli sono più vicine: è la sorte
della seconda e della quinta delle sue sei mogli successive
(Anna Bolena, 1536, Caterina Howard, 1542); scampa
la terza, Jane Seymour, che gli dà finalmente l'erede ma-
schio (Edoardo VI) e muore di morte naturale; scampa
la quarta, Anna di Clèves, che egli ripudia; scampa
l'ultima, Caterina Parr, che sa l'arte di trattare quel-

l'uomo ed ha soprattutto la fortuna di vederlo morire
prima di lei. Allo stesso modo, come è tirannico nella
sua vita privata, è intollerante nella vita pubblica; egli,
che pur ha rotto i secolari legami del popolo inglese con
la Chiesa di Roma e che in questa azione si è trovato a
cooperare di fatto con i luterani e con gli altri movimenti
protestanti, è invece quanto mai alieno dal tollerare pro-
testanti nel suo Regno: il perseguita non meno dei cat-
tolici che non accettano il distacco da Roma; rimasto,
per quanto attiene al dogma e alle disposizioni canoniche,
sostanzialmente cattolico (e ne è prova il Siv Articles Art,
che impone la dottrina cattolica della transustanziazione,
della Comunione sotto una sola specie, del celibato dei
sacerdoti), perseguita i protestanti in quanto eretici i
cattolici fedeli a Roma in quanto ribelli.

BIBL.: A. F. Pollard, Henry VIII, Londra 1905; Pastor,
IV, 11, pp. 453-83; V, pp. 643-85; F. Hackett, Henry VIII, ivi 1929 (analisi psicologica alquanto romanzata); G. Constan, La reforme en Angleterre. I: Le schisme anglican: Henri VIII, Parigi 1930; F. Chamberlin, The private character of Henry VIII, Londra 1932; H. Simpson, Henry VIII, ivi 1934; K. Pickthorn, Early Tudor government: Henry VII and Henry VIII, ivi 1934; C. Fatta, E. VIII, ivi 1934; Firenze 1938; H. M. Smith, Henry VIII and the Reformation, Londra 1948.