EPHOD (ebr. Ἐρθάδι). - Tra le vesti sacre di Aronne figurano (Ex. 28, 4) il ῥόξειν («pettorale», Volg. rationale), e l'e. (Volg. superhumerale). «L'e. facciano di oro, di violetto, di porpora, di scallato e bisso ritorto: lavoro di ricamo» (Ex. 28, 6).
Né l'etimo della parola né la forma e postura dell'e. sono certe. Secondo taluni consisteva in due falde, una di dietro, l'altra davanti, sostenute da ometali, due stri-
scie pendenti dalle spalle, davanti e di dietro, e incontrantisi sotto le ascelle, ove si congiungono con l'e. C'è chi pensa ad una specie di grembiale (cf. I Reg. 2, 28). Il bōten detto « del giudizio », perché « il sommo sacerdote di là traeva l'oracolo per decidere le questioni o cause di maggior momento o difficoltà » (Vaccari) era fatto, come l'e., d'oro (fili d'oro), di violetto, ecc., e v'erano incastonate quattro file di pietre preziose (Ex. 28, 15-21); tali pietre erano 12 « incise a guisa di sigillo, ciascuna con il nome suo, per le 12 tribù ». « Si allacci il pettorale dai suoi anelli agli anelli dell'e. con una cordella di violetto, perché il pettorale posi sulla fascia dell'e. in modo da non staccarsene ». Nel pettorale, sopra il suo cuore, Aronne porta i nomi dei figli d'Israele, quando entra nel santo luogo, per ricordo continuo davanti al Signore. Entro il pettorale erano posti gli 'ūrim e tummim « luci » e « integrità » o « luci » e « verità » (Volg. doctrina et veritas), forse due pietre, di vario colore o forma, donde si traeva il divino responso. Ex. 28, 31 agg. parla ancora del « manto » dell'e. provviato di sonagli d'oro: « Lo indossi Aronne per ufficiare, perché se ne oda il suono quando entra nel luogo santo alla presenza del Signore, e quando ne esce; e così non muoia ». E da immaginare che tale specie di veste stesse sopra la tunica e sotto l'e., a guisa di càmice (ma senza maniche), infiandosi da un'apertura praticata nella parte superiore (A. Vaccari, La Sacra Bibbia tradotta... a cura del Pont. Ist. Bibl., I, Firenze 1943, p. 243 agg.).
