ESCORIALE (EL ESCORIAL)

ESCORIALE (EL ESCORIAL). - Borgata a ca. 40 km . da Madrid, famosa per un grandioso complesso di costruzioni, fondato da Filippo II, in memoria della vittoria di S. Quintino. Iniziato nel 1563 , su progetto e con la direzione di Juan Bautista de Toledo e poi di Giambattista Castello e di Juan de Herrera, l'edificio ha pianta rettangolare.

Vivono compresi il centennio di S. Lorenzo, due grandi cortili, la chiesa e croce greca, il Palazzo reale, il Pantheon dei Re, quello degli Infanti, la cappella maggiore e la vecchia chiesa. Le lunghe facciate, a quattro ordini di semplici Bicestre, sono articolate da maestosi portali e da torri quadrate agli spigoli ed appaiono sormontate dalla cupola e dai due campanili della chiesa. Alla decorazione interna collaborarono insigni artisti, fra cui B. Cellini, F. e L. Leoni, P. Tacco, L. Cambiaso, P. Tibbaldi e L. Giordano. Nelle sale capitolari è un'importante raccolta di quadri. Il palazzo s'adorna di arazzi, fra cui numerosi su cartoni del Goya. L'insigne monumento, pur essendo ispirato all'architettura italiana del ' 500 , ha sapore tipicamente iberico per la sua austera maestosità

ed è la compiuta espressione dello spirito del suo fondatore, che vi si fece trasportare agonizzante, per morirvi, nel 1598.

Anche la biblioteca fu fondata da Filippo II con una prima dotazione di 4000 volumi della sua biblioteca personale, tra cui alcuni manoscritti. Nel 1576 vi aggiunse la biblioteca di Diego de Mendoza già ambasciatore e Venezia e a Roma. Altre raccolte cospicue vennero da Granada, Plasencia, Majorca, Barcellona; altre da donazioni di legati testamentari. Filippo IV aumentò le rendite lasciate da Filippo II e fu emanato il privilegio che una copia di ogni opera a stampa fosse inviata alla biblioteca; privilegio che, per mezzo dei viceré, fu esteso a Napoli, a Milano, alle Fiandre.

Un incendio nel 1671 distrusse oltre 4000 manoscritti. Nel 1876 passarono all'É. ca. 3000 volumi della biblioteca del Seminario di Cuba, fondata da s. Antonio Claret.

Fra i manoscritti si ricordano: L'itinerario di Antantino del sec. VII già nell'inventario della cattedrale di Oviedo nel 882, il Codice Aureo, scritto a lettere d'oro, contenente i quattro Vangeli; una Explanación del Apocalipsis di s. Beato di Liébana del sec. IX; il codice Vigilano o Albeldense che contiene gli antichi concili generali e particolari di Spagna, Gallia e Africa, le Decretali, la Cronaca di Albeldana fino all'anno 976; il Censura de perfeccion, nell'autografo di s. Teresa di Gesù; il Breviario dell'imperatore Carlo V, il Breviario ministro di Filippo II; una Cosmografia di Tolomeo del sec. XV e una Bibbia in ebraico, scritta in Spagna alla metà del sec. XV, ecc. Tra gli incunaboli uno se ne trova di Valencia, del 1475, e uno di Saragozza del 1481, esemplare unico. Ai Gerolamini successero nel 1885 gli Agostiniani, i quali vi istituirono il Real Colegio de Alfonso XII.

Bibl.: J. Quevedo, Historia del real monasterio de S. Lorenzo llamado comunmente del E., Madrid 1849; J. de Sigüenza, Historia primitiva y exacta del monasterio del E. (ordinata da M. Sánchez y Pinillos), 1818; O. Schubert, Geschichte d. Barock in Spanien, Esslingen 1908, V. INDIA; J. F. Rafols, Arquitectura del Renacimiento español, Barcelona 1929, V. INDIA; Cottin, Cottin, 1. col. 1068; Enc. Eur. Am., XX, pp. 868-96. Mario d'Orsi.