Enciclopedia Cattolica vol. V, 1950 Religioni non cristiane Particolari

ESCULAPIO (ἈΣΚΛΗΚΤῸΣ)

English Cita

ASCLEPIO rimanda qui.

Noto anche come: tedesco: Asklepios; greco: Asklepios, Ἀσκληπιός; latino: Aesculapius

ESCULAPIO - Copia da originale greco del sec. v a. C. Napoli, Museo nazionale.
ESCULAPIO - Copia da originale greco del sec. v a. C. Napoli, Museo nazionale.

ESCULAPIO (Ἀσκληκτὸς). - Dio greco della medicina. Numerose etimologie sono state proposte per spiegarne il nome, sia dal greco che dalle lingue semitiche; alcuni hanno anche supposto un'origine preellenica.

Secondo altri E. sarebbe stato un antico dio ctonio (sotterraneo) che aveva culto in una guerra presso Tricea in Tessaglia, forse sotto forma di serpente, e là avrebbe dato oracoli. Poi si sarebbe diffuso nella Fecide e in Messenia; a Delfi Apollo sarebbe divenuto padre di E. e, ad Epidauro il culto di E. avrebbe acquistato notevole importanza. Ambedue le ipotesi presentano difficoltà. Certo è che per ragioni sconosciute, siano esse casuali a create, come si è preteso, dall'abile propaganda dei sacerdoti locali, E. diventò dio importante ad Epidauro verso la fine del sec. VI e l'inizio del v. a. C. e si diffuse rapidamente. Sarsero numerose filiali di Epidauro in Grecia, in Asia Minore e nelle colonie. Dopo il 480 a. C. fu fondata quella di Sicione; nel 422 quella di Egina; nel 420 quella di Atene, dove il serpente sacro, trasportato con un carro da Epidauro, fu ospitato nell'Eleusinian finché non fu pronto il santuario sotto l'Acropoli. La filiale di Munichia è ricordata nel Plato di Aristofane, quella di Coo sembra risalire al sec. IV a. C., mentre è incerta la fondazione del santuario di Pergamo, salito a grande fama nel secc. 1-11 d. C.: l'attribuzione al sec. IV è incerta. Le filiali non danneggiarono Epidauro che rimase sempre la località più famosa. In molti luoghi E. sostituì e mise nell'ombra divinità preesistenti: a Epidauro, come già detto, Apollo Maleata, che le più antiche iscrizioni ricordano insieme ad E.; a Munichia gli dèi ricordati nel sacrificio preparatorio; a Coo Apollo. Non si sa se le divinità sostituite fossero anch'esse divinità salutari, ma sembra verosimile almeno per Munichia.

I santuari per E. erano detti Asclepiei. Centro del culto era la fonte sacra al dio, inclusa nel tempio di cui costituiva la parte più segreta (adytus). Presso il tempio erano i porticati destinati ai malati ed ai fedeli. Era praticato il rito della incubazione; dopo diglioni e sacrifici il malato era rinchiuso nell'adytus e vi passava la notte: il sogno che faceva, interpretato dai sacerdoti, decideva la cura, a meno che il malato si risvegliasse guarito. Pausania vide ad Epidauro sei steli coperte dalle iscrizioni che ricordavano i sogni e le guarigioni avvenuto; tre di queste e frammenti di una quarta sono state ritrovate: narrano guarigioni istantanee e miracolose ed erano destinate ad edificare e a convinvere i fedeli della potenza del dio. Tuttavia non si tratta unicamente di suggestione, di ciarlataneria, o miracolo: negli Asclepiei si eseguivano lunghe cure e operazioni chirurgiche; erano veri a propri luoghi di cura, spesso in località elevata con boschi e clima sano che esercitavano un benefico influsso sugli ammalati. Non sempre i sacerdoti erano medici, ma in ogni esso erano in possesso di cure e ricette empiriche, spesso efficaci, come, ad es., a Coo quelle contro il morso dei serpenti.

Da Podalirio a Macaone, i due figli di E. ricordati nell'Ilinde, discendevano gli Asclepiadi, famosi nell'arte medica. Agli Asclepiadi di Cnido appartenne Ippocrate, il padre della medicina greca. La leggenda conosce numerosi figli e figlie di E., Panacea, Telesforo, ecc.; la più conosciuta è Igies raffigurata insieme al padre su numerosi rilievi votivi.

In onore di E. si celebravano le feste Asclepiee; in Epidauro le grandi Asclepiee avevano agoni innici e musicali. Fra i culti di E. sono caratteristici quelli dell'Arcadia con templi dedicati a E. fanciullo; quello di Titano nell'Argolide, dove manca ogni cura medica e le serpi sono oggetto di paura. Il simulacro di E. era vestito di chitone e mantello di lana, quello di Igies era completamente coperto dai capelli che le donne si tagliavano in suo onore.

In seguito all'epidemia del 293 a. C., dietro consultazione dei Libri sibillini, il culto di E. fu introdotto a Roma: il tempio era nell'Isola Tiberina e fu dedicato il 1° genn. 189. Il serpente sacro, portato da Epidauro, si sarebbe rifugiato nell'Isola per indicare che la doveva essere costruito il tempio. Anche qui vigeva l'incubazione ed i malati esplicavano la loro riconoscenza con iscrizioni e doni votivi. Il culto di E. non si diffuse fuori di Roma: rare sono le iscrizioni votive in Italia e nelle province occidentali, dove dio salutare rimase soprattutto Apollo.

Gli antichi rappresentavano E. come un uomo marura, barbato, con volto dolce e benigno, talvolta pieno di compassione. Attributo erano il bastone e il serpente.

BIBLIOTHE. R. HERSOG, Die Wunderhebungen von Epidogym, Lippi 1931; M. Nilsson, Geschichte der griechischen Religion, I, Monaco 1941, pp. 762-64. Per Roma: M. Basnier, L'île Tibériale dans l'antiquité, Parisi 1902, pp. 133-244; A. Bartoli, Una sonica di Piano relativa all'introduzione in Roma del culto d'E., in Rendiconti: Zeradenia dei Lincei, 26 (1917), pp. 573-80. Per la Sicilia: E. Caseri, Culti e miti nella storia dell'antica Sicilia, Palermo 1911, pp. 228-32.

Luisa Bani

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Di Luisa Banti

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), coll. 555–557.

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Banti, Luisa. “Esculapio (ἈΣΚΛΗΚΤῸΣ).” In Enciclopedia Cattolica, vol. V, coll. 555–557. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/esculapio-asklektos.

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Banti, Luisa. “Esculapio (ἈΣΚΛΗΚΤῸΣ).” Enciclopedia Cattolica, vol. V, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 555–557. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/esculapio-asklektos.

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