ESPIAZIONE, GIORNO DELL'

ESPIAZIONE, GIORNO dell'. - Giorno solenne di penitenza, nella religione d'Israele, chiamato hippâr.

Regna disparità di vedute sul significato del verbo hipper, che gli uni, seguendo J. Wellhausen e E. König,

mettono in relazione con l'arabo kafara « coprire »; gli altri lo riferiscono all'ossire hippârn, che significa levare il peccato a mezzo di un rito di lustrazione; in questo caso il significato del verbo sarebbe: pregare e pregando cancellare. Nel Vecchio Testamento hipper ha due accessioni distinte: l'una « coprire », in modo particolare « coprire la faccia » (Gen. 32, 21); « coprire » « scongiurare » in Is. 47, 11. Kipper si riferisce all'azione di e. da parte del sacerdote ministrante, secché la parola significa: praticare l'e., ossia fare espiare. Quando il verbo si riferisce al Signore significa: concedere perdono. Il sacerdote può praticare hipper anche per se stessa, mentre pratica l'e. su qualcuno. Si può esercitare l'e. anche su un oggetto, p. es., l'altare, a scopo di purificazione, azione che poi è seguita dall'unzione con olio.

L'e. viene praticata versando il sangue della vittima sull'altare. Si esercita in altri casi la purificazione, come, p. es., la consacrazione dei sacerdoti, mettendo del sangue della vittima sul lobo destro, sul pollice destro e sull'alluce destro del sacerdote; in questo caso si tratta probabilmente di un'azione a carattere spotropaico. Non è escluso che l'accezione « coprire » appartinga piuttosto alla sfera del diritto e di là probabilmente sia passata nella sfera rituale e liturgica, in cui però prevale fondamentalmente il concetto di: « pregando cancellare ».

Del rito di e. nel giorno di hippâr tratta Lev. 16.

Il sommo sacerdote deve prepararsi con un rito sacrificale straordinario per entrare nel Sancta Sanctorum e compiervi una volta all'anno, il re del mese di tîrî, il rito di e. atto a togliere da tutto il popolo ogni peccato, che per una ragione o caso qualunque non fosse stato espiato durante l'anno. In tale occasione il sacerdote vestirà una sacra veste di lino, con calzoni di lino sulla carne, una fascia di lino e una tiera di lino attorno alla testa. Il sacerdote compie un bagno di purificazione e riceve in seguito dalla comunità israelitica due capri per sacrificio espiatorio e un montone per piocausto. Offerta il suo proprio giovenco in e. e compiuto l'atto di e. per sé e per la sua casa, il sacerdote prende i due capri, li ferma alla porta del santuario e mediante la sorte ne assegna uno per il Signore e l'altro ad âzâ'âl. Il capro per il Signore diventa sacrificio d'espiazione.

Dopo aver compiuto l'offerta dell'incenso e del sangue delle vittime d'e., per sé e per il popolo, purificando così il santuario e Israele stesso, il sacerdote stende le mani sopra la testa del capro vivo per confessare sopra di esso tutte le colpe e tutti i peccati degli Israeliti, facendo così passare i peccati sulla testa del capro emissario. In tal modo il capro emissario, guidato da un uomo a ciò destinato, porta i peccati del popolo verso il deserto. Il sacerdote e. leva le vesti di lino, compie un lavacro rituale per poi compiere altri riti sacrificali. L'uomo che ha accompagnato il capro destinato ad âzâ'âl, lascerà i suoi vestiti e si bagnerà tutto nell'acqua; soltanto dopo compiuto questo rito, potrà rientrare nel campo. Il giovenco e il capro immolati nel luogo santo a scopo espiatorio vanno portati fuori del campo e bruciati interamente, e anche colui che li avrà bruciati, si leverà le vesti e farà un bagno, dopo di che potrà rientrare nel campo.

Queste operazioni hanno quindi per oggetto di purificare, cioè di rinnovare lo stato di santità del Sancta Sanctorum e delle altre parti del santuario e principalmente l'altare. I peccati del popolo sono in certo qual modo annullati dal trasferimento di essi, a mezzo della confessione, sul capo del capro emissario.

BIBL.: H. Cohen, Die Religion der Vermut aus den Quellen des Judentums, Lipsia 1919, p. 624 sq.; R. Dusztich, Les origines canadiennes du sacrifice israélite, Parigi 1921, p. 78 sq.; R. Pettenoni, La confessione dei peccati, II, Bologna 1935, p. 206 sq.; A. Vaccari, La S. Bibbia, I, Firenze 1942, pp. 309-12.

Eugenio Zolli

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“ESPIAZIONE, GIORNO DELL'.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 378. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/espiazione-giorno-dell.