ERMETISMO, FILOSOFICO. - Ristretta corrente spirituale della tarda epoca ellenistica (sec. III d. C.) che prende il nome dal greco Ermete in quanto assimilato all'egizio Thout, dio della sapienza, inventore della scrittura, dell'astrologia e della scienza.
Secondo la visione filosofico-religiosa del tempo esso ammette la divisione del cosmo in tre sezioni: la superiore sede della luce (e della divinità), la inferiore abitata dagli uomini, sede della corruzione e del male inerente alla materia, e la intermedia popolata dagli spiriti (dé-nomé) e dalle anime. Gli elementi della sua speculazione non sono originali ma totali dall'astralismo caldeo, dalla fisica di Aristotele, dalla psicologia di Pitagora e di Platone, dall'astrologia sistemata secondo la nuova visione scientifica del mondo dalla speculazione dell'Egitto ellenistico.
Secondo l'e. la luce pura e divina iniziale viene contrasto con le tenebre: ma, grazie a una voce che si leva dalla sfera della luce, la materia del mondo prende un assetto sulla base dei quattro elementi, dei quali aria e fuoco sono collocati in alto e acqua e terra in basso. L'anima dalla sua originaria sede di luce scendendo ad abitare la terra deve attraversare le sette sfere planetarie caricandosi delle inclinazioni e delle passioni proprie dell'indole di ciascun pianeta. Risanendo dopo la morte alla sua sede originaria, attraversa di nuovo il sette pianeti deponendo in ciascuno il male contrasto nel primo passaggio e può così presentarsi, liberata, all'ottava sfera dove risiede la luce divina.
La liberazione nell'e. non è procurata dalla iniziazione ai misteri di un Dio salvatore (l'e. non ha né culto né misteri) ma dalla conoscenza (gnosi) ottenuta mediante la rivelazione e contenuto nei libri ermetici. L'e. perciò non ha avuto larga diffusione ed è rimasto appannaggio di ristrette conventicole. Nicola Turchi