ERMETICI, LIBRI

ERMETICI, LIBRI. - Questi scritti, che sono probabilmente o sunti di lesioni o di colloqui tenuti in ristretti circoli filosofici, prendono il nome dal greco Ermete Trismegisto (tre volte grandissimo), considerato la fonte di ogni pensiero e sapere. Sono scritti appartenenti al tardo ellenismo c. secondo lo Scott, possono essere quasi tutti collocati nel sec. III d. C.

I l. e. si dividono in quattro gruppi. Il primo gruppo è costituito dal Corpus hermeticum o Πομάν-βερς (dal titolo del suo primo frammento che significa «il pastore di uomini» contenente 17 fl. I manoscritti derivano da una mutila copia, che deve la sua conservazione a Michele Psello, il quale commentò il libro «Costantinopoli nell'XI sec. Dopo la presa di Costantinopoli, nel 1453 un manoscritto fu posto al sicuro da Cosimo de' Medici; e la raccolta fu tradotta in latino da Marsilio Ficino nel 1463 (la traduzione fu pubblicata nel 1471). Il testo greco fu pubblicato da Adriano Turnèbe nel 1554; 20 anni dopo seguì l'edizione di Francesco Foix. L'edizione del Patricius (1591) ha fornito sostanzialmente il testo a quella del Parthey (1854). L'edizione più recente è quella di W. Scott (Hermetica, Oxford 1924-26).

Il secondo gruppo contiene l'Asclepio latino (già annovecato tra le opere di Apuleio), traduzione da un originale greco, composto intorno al 200 d. C., noto 2 Lattanzio e ad altri, con riferimenti sulla divina destinazione dell'uomo, sulla materia, sul diavolo. Il terzo gruppo è formato dagli estratti ermetici dell'Antologia di Stoboo (42 brevi capp., ca. un quarto dei quali è tratto dall'Asclepio greco e dal Corpus hermeticum). Il quarto gruppo riferisce le ampie citazioni ermetiche che si trovano fra le opere degli alchimisti greci e annovera le testimonianze che dei l. e. danno Lattanzio e Cirillo Alessandrino.

Va ricordato anche il Liber Hermetis, traduzione latina di un originale greco dell'epoca alessandrina, risalente al sec. III d. C., ma più volte piocicato in seguito. È stato scoperto da W. Gundei nel ms. Harleianus 3731 che rimonta al 1431. Il Liber Hermetis si riferisce particolarmente all'astrologia.

BIBL.: L. Ménard, Etude sur l'origine des livres hermétiques. Parigi 1866, introduzione alla sua versione francese degli scritti ermetici; R. Reitzenstein, Boissandres, Lipsia 1904; J. Knoll, Die Lehren des H. T., Lipsia-Münster 1914, 2e ed., 1928; G.

Herrini, Die Hermes-Mystik u. das H. T., Lipsia 1918; W. Scott, Hermetus, 3 voll., Oxford 1924-26, ed. con versione inglese e introduzione; F. Bruminger, Untersuchungen über die Schriften der H. T., Grifchenhülsen 1926; W. Gundel, Neue astrologische Texte der H. T., in Abhand. Bayer. Abed. der Wiss., nuova serie, 12 (Alonso 1926); P. Cumont, L'Espit de astrologues, Brunello 1937, pp. 151-62; A. J. Pettagiere, La révolution d'Hermès Trimièster, I, Parigi 1944; II, ivi 1949. Giuliano Gennaro

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“ERMETICI, LIBRI.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 322. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/ermetici-libri.