ESISTENZIALISMO

ESISTENZIALISMO. — Rappresenta l'ultima e più energica forma di reazione all'idealismo che ebbe nome «programma dal pensatore danese Sören Kierkegaard (1813-55), ma che non prese piede nella cultura europea se non nei primi decenni del nostro secolo con la Kierkegaard-Renaissance tedesca, sotto l'infusso di molteplici correnti di pensiero come la filosofia della vita, la fenomenologia, il tinismo nietzschiano, la psicoanalisi, lo stesso idealismo e neokantismo e la teologia dialettica.

L'opposizione all'idealismo era sostenuta in Kierkegaard da un'intensa esperienza religiosa ed era diretto anzitutto contro il panoglismo hegeliano al quale attribuiva la maggior parte delle responsabilità nella degenerazione morale e spirituale dell'Ottocento. Al dominio dell'«essenza» astratta, in cui si muove la dialettica hegeliana quantitativa, Kierkegaard oppose l'«esistenza» del singolo concreto e la «dialettica qualitativa» della libertà, al superamento dell'opposizione dei contrari con il trucco della mediazione contrapposte la «situazione» in cui si agitano per ogni uomo le crisi di coscienza e s'impono per ognuno il «salto» della scelta; contro la vuota totalità dello spirito impersonale che si concreta nello Stato e nella storia universale, affermò l'individuabilità inseparabile dei «singoli» che nella propria natura di «spiriti», a differenza dell'animale immerso nel genere, si ritrovano ciascuno «davanti a Dio», isolati nel proprio segreto di colpa, di fede, di speranza, di amore: come Socrate, Abramo, Giobbe... Porre, come vuole Hegel, che la «essenza» e quindi la ragione spiega tutto e che «l'interno è anche l'esterno», significa abolire l'originalità stessa della vita spirituale e confondere ogni cosa. Perciò al metodo hegeliano che dialettica le essenze «supera le oppo-

sizioni, rimanendo nell'oggettività del pensiero a-stratto, occorre sostituire il metodo indiretto che fa appello alla soggettività dell'essere del singolo non si esprime che nelle categorie che muovono e tengono in tensione la libertà individuale.

Accanto alla categoria fondamentale del «singolo» Kierkegaard ne svolge molte altre (peccato, angoscia, scelta, ripetizione, attimo...); ma il loro significato varia profondamente secondo che il «singolo» si muove nel piano della pura eticità come Sconte od un entrato nello stadio religioso autentico, il cristiano del Nuovo Testamento. Lo stadio puramente estetico in cui ricadono, col paganesimo antico, anche il romanticismo, l'illuminismo ed il neopaganesimo hegeliano, resta fuori della sfera esistenziale autentica: rappresentano l'estetismo puro, privo di un autentico rapporto all'Assoluto.

I futuri dell'e. contemporaneo si propongono di organizzare i temi kierkegaardiani in una struttura storica, filosofica e teologica più serrata. L'e. teologico della «teologia dialettica» ha approfondito, indurendolo, il rapporto dell'uomo a Dio in cui Kierkegaard poneva il momento essenziale dell'esistenza che non vuol disperdersi nel mare senza sponde della fintezza. Esasperando, in senso calvinista, quella che il filosofo danese, contro la riduzione della dialettica hegeliana dell'infinito al finito, aveva chiamata la «infinità differenza qualitativa» fra Dio e l'uomo, K. Barth negò anzitutto ogni possibile di rapporto fra i due termini nell'ordine della natura. Comprende poi questa possibilità nell'ordine della Grazia, in quanto essa è largita in Cristo, non nel senso di avvicinarsi a Dio ma piuttosto per proiettarsi lontani da lui alla massima distanza a cui porta il peccato di cui si è irrimediabilmente vestiti (Der Romerbrief, 1949, p. 114). Nella recente elaborazione della sua dogmatica il Barth ha però sconfessato tacitamente questa sua adesione all'e., negando alla teologia ogni opportunità e possibilità di ripensamento «esistenziale» in quanto farebbe rientrare l'umanesimo nell'ambito della Fede (Die Kirchenliche Dogmatik, 5a ed., I, 1, Zurigo 1947, p. 19). Mentre quindi per Kierkegaard il «paradiso» costituisce uno dei momenti dell'esistenza, quello che precede Fede e che la Fede stessa supera con la sua positività superiore e quindi in una nuova sfera vittoriosa del dubbio: per il Barth il paradosso è l'urto, l'assurdo e lo scandalo permanente, così come il «peccato» non ri- messo con la Redenzione ma è proprio per essa che l'uomo ne subisce l'accusa e ne deve portare tutto il peso e la condanna. Più positivo resta invece lo spunto esistenziale sviluppato da altri teologi dialettici (Gogarten, Tillich, K. Heim, R. Bultmann, M. Buber...) attorno al rapporto «io» e «tu», di evidente derivazione romantica e che appare nella stesso Feuerbach ma confinato nell'immanenza (Die wahre Dialektik ist kein Monolog des einsamen Denkers) e, a mio si ché sebbene, si è in Dialog zwischen Ich und Du: L. Feuerbach, Grundsätze der Philosophie der Zukunft, 1943, p. 83), mentre questi autori cercano in vari modi di trovare in Dio l'ultimo vero «tu» del colloquio in cui l'umanesimo esisteva nella parola di verità e di salvezza. In Kierkegaard, conforme al suo sano realismo teologico, questo «tu» divino è offerto soltanto per l'opera di Gesù Cristo, come grazie a come esempio, ed è quindi in lui che si può «si devi incontrare il «tu» divino.

Compiuto dell'e. filosofico della Kierkegaard-Renansance tedesca è stato di dare una struttura ed un contesto rigorosamente «umano» alle categorie teologiche dell'esistenza kierkegaardiana: alla «dialettica della scendenza» nell'ambito metafisico-teologico, con la quale Kierkegaard raggiungeva la Fede come l'autentica sfera della verità assoluta, viene sostituita una «dialettica della trascendenza» in senso meramente attualista. L'essere dell'uomo è posto in funzione di una «possibilità di essere la quale in quanto è «libertà» e chiamata ad attuarsi nel mondo in cui vive (situazione), e l'esistenza diventa precisamente codesta libertà che continuamente si trascende nel mondo delle cose e delle persone con le quali vive: una trascendenza quindi che non si oppone all'immaginazione ma la interpreta come sfera della finitudine che costituisce della coscienza e libertà del singolo.

Due sono state le direzioni principali dell'e. filosofico tedesco: l'una con K. Jaspers (1883) si richiama (per la teoria della coscienza) soprattutto a Kant, l'altra con M. Heidegger (1889) si è mantenuta, almeno nell'opera principale (Sein und Zeit, Halle sulla Salle 1927), più ardente alla dialettica della negatività hegeliana. Jaspers concepisce l'uomo come immerso nell'essere che ci circonda dappertutto (perciò è detto: das Ungefeinde): si tratta soltanto di trovare l'orientamento, per muoversi e attuarsi. Jaspers distingue perciò l'essere «che siamo noi», ch'è il nucleo centrale e operante dell'essere, e l'essere che non siamo noi ma che forma il nostro limite, come il nostro «altro» (als das Andere), sia esso semplice realtà empirica (il mondo), sia la trascendenza come tale che Jaspers intende, a modo di Kant, come «l'essere in sé» (v. Vernunft und Existenz, Groninga-Batavia 1933, p. 39). Nell'opera più recente Jaspers sviluppa ulteriormente i rapporti fra la coscienza e la doppia sfera del reale che la limita, concentrandoli in quella ch'egli chiama «fede filosofica» che è definita come il momento supremo dell'essere, in quanto essa consiste nell'atto dell'esistenza nel quale la trascendenza diventa «coscienza della sua effettualità» (Wirklichkeit): essa è quindi ciò che ci sostiene nella tensione delle polarità contrastanti della coscienza nel suo volgersi al mondo e alla trascendenza (Der philosophische Glaube, Monaco 1948, p. 16, 1963), e la fede dell'uomo nella sua possibilità in cui egli respira la sua libertà (ibid., p. 59). Così la mediazione di Cristo, del Kierkegaard, viene sostituita dall'autonomia individuale e dall'assolutazione della regione che subordina a sé la religione (ibid., p. 85, 1963).

Heidegger elimina qualsiasi riferimento alla trascendenza in senso metafisico, anche come semplice «situazione-limite» (Grenz-Situation) com'è concepita la Divinità nella filosofia di Jaspers. La filosofia secondo Heidegger dev'essere «ontologia» e il suo compito è di svelare la verità dell'essere che le cose nascondono (v. 1948a). La verità dell'essere dell'uomo è come esistente, è tutta nel suo «trascendersi», nel riferirsi ad altro (in intenzionalità): la coscienza da sé è nulla senza il riferimento all'oggetto, ed è questo nulla che fa da fondo all'esistenza, ovvero secondo tale nulla va concepito l'essere dell'esistenza. Sotto la spinta di questo nulla la trascendenza heideggeriana si attua anzitutto come «essere nel mondo» (in- der- Weltsein) concepito come un ammasso di «utensili» da adoperare; ma questo primo grado sarebbe senza significato se l'azione dell'uomo non si coordinasse con quella degli altri, se non fosse per gli altri «con gli altri» (Mittsein); infine la sua azione mancherebbe del suo ultimo significato se non fosse riferita ovvero «progettata» rispetto ad una fine a cui va incontro ch'è, in ultima analisi, la morte stessa (Sein und Tod). Così Heidegger può affermare che l'essenza della verità è la stessa libertà come atto (Ernöglichung) e non più nel senso aristotelico-tomista come adeguazione fra il soggetto e la realtà (Von Wesen der Wahrheit, c. 3; trad. franc., Lovanio 1948, p. 72). Tutta la prospettiva pertanto della filosofia di Heidegger è stata compresa come antimetafisica e fondamentalmente attesa, nella quale le categorie dell'e. kierkegaardiano (angoscia, decisione, peccato, colpa...) sono state completamente capovolte a significare contenuti mondani e indifferenti. Negli ultimi saggi comparsi dopo la seconda guerra mondiale sembra che Heidegger dia dell'essere un'interpretazione affine a quella del presocratici (spec. Parmenide); non manca neppure qualche accenno al problema di Dio, ma esso è dichiarato rimanere fuori dell'ambito dell'essere e della filosofia che non può pronunciarsi né pro' né contro, ed è detto pensabile soltanto a partire dalla «essenza della santità» (Brief über den Humanismus, in Platon Lelire von der Wahrheit, Berna 1947, p. 101, 1963). Accenni del tutto insufficienti, perché non comprende come possa «porsi» una santità per

un essere, com'è detto l'uomo, il cui poter essere è radicato e fa capo al nulla.

Un raddrizzamento in senso positivo dell'esistenza
heideggiana è stato tentato in Italia dall'Abbagnano
(n. nel 1901) in Francia da J.-P. Sartre (n. nel 1906).
Mentre in Heidegger il fondamento dell'esistere e del suo
rapportarsi all'essere è, diciamo così, la sua «insistenza»
nel nulla ovvero la impossibilità che l'esistenza non sia il
nulla; e in Jaspers tale fondamento è dato invece dal suo
trascendere verso l'essere ma senza mai raggiungerlo, cioè
della impossibilità che l'esistenza sia l'essere. Abbagnano
identifica l'esistenza con il rapporto stesso che essa ha con
l'essere e la definisce come «possibilità che essa sia il
rapporto con l'essere» (Introduzione all'é., Milano 1942,
p. 48). Questo rapporto è l'attività dell'uomo nel mondo
e con i suoi simili, così che da un lato costituisce la
«problematica» costituita dal suo essere, dall'altro è la
stessa sua «libertà» in atto in cui si dispiega l'esistenza:
vantati di atteggiamenti che negli ultimi scritti sono ri-
condotti senza altro alla fede intesa come il modo d'essere
fondamentale nel quale tutte le manifestazioni dell'uomo
possono radicarsi e dal quale tutte possono dedurre un
loro significato specifico» (Filosofia, religione, scienza, To-
rino 1947, p. 73). Questa «fede» l'Abbagnano pare la
limiti ancora nell'ambito dell'immanenza ovvero, co-
me gli dice, «riportando Kierkegaard a Kant (cf. E.
Positivo, Torino 1948, p. 36 sgg.) perché il valore possa
essere fondato nella sfera del puro umano.

La negazione di ogni valore sembra invece alla radice
dell'opera letteraria «filosofia del Sartre». Il suo «inizio»
può essere indicato come la «ontologizzazione del fe-
nomeno» in cui egli vede il risultato di tutta la filosofia
moderna che avrebbe ridotto l'esistente alla serie delle
apparizioni che lo manifestano» (L'être et le néant, Pa-
rigi 1946, p. 17). Così l'essere viene identificato, senza
residui, con l'apparire; e l'apparenza non rimanda ad
un preteso essere nascosto duro di essa, ma alla «serie
totale» delle apparenze stesse: l'essere di queste appa-
renze si fa a sua volta presente immediatamente nelle
situazioni negative della noia, nausea... a cui il Sartre riduce
l'angoscia teologica di Kierkegaard a quella cosmica di
Heidegger. Quest'apparenza ha la funzione di attivare
la coscienza verso il mondo che il fenomeno ha appunto
la funzione (intenzionalità) di presentare, e così il Sartre
ha potuto dare in formula estrema dell'e, secondo la quale
l'esistenza precede l'essenza, e definire perciò la co-
scienza come «un essere per il quale c'è nel suo essere que-
stione del suo essere in quanto quest'essere implica un essere
diverso da lui» (ibid., p. 29): corsivo dell'autorità. È il «ne-
gativo» perciò che sta a fondamento dell'esistenza che
non riesce a saldarsi in una sintesi superiore, come in
Hegel, ma insiste piuttosto nel radicare maggiormente
l'opposizione dei due termini che, con terminologia he-
geliana, il Sartre chiama l'En soi (mondo) e il Pour-soi
(coscienza), ciascuno dei quali è costituito in funzione
della negazione che esso esercita rispetto all'altro (cf. ibid.,
p. 235). L'ideale sarebbe di poter raggiungere un tipo di
sintesi come quella hegeliana, di «metamorfosare», come
dice Sartre, il proprio Pour-soi in un En-soi - Pour-soi,
realizzando quella «causa sui» che le religioni chiamano
Dio...: impresa assurda perché l'idea di Dio è contraddi-
toria e l'uomo una «inutile passione» (ibid., p. 708). Sartre
ha affermato categoricamente che il suo ateismo è l'unico
veramente coerente e che permette insieme all'uomo di
ritrovare se stesso nel suo agire che è il suo farsi (cf.:
L'existentialisme est un humanisme, Parigi 1946, pp. 21 sgg.,
94 sgg.). Tutti gli scritti di Sartre sono stati condannati
dal S. Uffizio il 6 nov. 1948. Al nichilismo morale e
teologico di Sartre si accostano A. Camus, A. Malraux,
S. de Beauvoir.

Si afferma invece un e. positivo, ispirato alla ori-
ginalità della vita spirituale, nel drammaturgo e cri-
tico d'arte G. Marcel (1883), convertito al cattoli-
cesimo nel 1929 e che attualmente conduce un'ener-
gia critica all'arte. Antagonista di Sartre. Movendo da
una concezione dell'essere dell'uomo come un «ave-
re», cioè come «essere in un corpo», come la situa-

zione fondamentale dell'esistenza con l'opposizione
di esterno e interno, il Marcel ha concentrato la dia-
lettica esistenziale attorno alla vita spirituale come
«comunione» di amore dell'io con gli altri. In questa
sfera le categorie esistenziali come l'angoscia, la de-
cisione, il progetto... cedono il posto più piuttosto si
trasfigurano in un atteggiamento che il Marcel indica
con i termini teologici di fede, speranza, carità...,
precisando che egli si limita ad analizzare le strutture
spirituali quali sono date nella dialettica esistenziale,
senza pregiudizio di quel che può venire all'uomo
da una fonte superiore. Ciascuna delle strutture ora
accentuate costituisce il «superamento» effettivo della
dispersione e la vittoria della pressione disperdente,
esercitata contro la vita dello spirito dai fattori ne-
gativi interni e esterni presenti nella situazione. Così
per il Marcel la speranza è «essenzialmente» la di-
sponibilità di un'anima ch'è intimamente impegnata
in un'esperienza di comunione per compiere l'atto
che trascende l'opposizione di volere di conoscere,
con il quale essa afferma la perennità vivente di cui
questa esperienza offre a un tempo «il pegno e le
primizie» (Homo viator, Parigi 1944, p. 7). In ogni
analisi il Marcel fa gravitare la problematica esisten-
ziale attorno a due momenti: il problema con cui
essa s'inizia, e il mistero a cui il suo movimento
porta, in cui si compie quindi una specie di passaggio
al limite verso il sopraranziale, che è anche un
sopra-relazionale appartenente perciò all'Assoluto (cf.
ibid., p. 47). Si tratta quindi di una fenomenologia
dialettica e spiritualistica, ricca di profonde inuti-
zioni che potranno essere suscettibili di notevoli svi-
luppi quando tanto il loro punto di partenza come il
metodo riusciranno a imporsi con maggiore consi-
stenza, liberandosi dalla pregiudiziale antimetafisica.
All'oe. positivo pare aderiscano in Francia, fra gli
altri, anche R. Le Senne e L. Lavelle; merita parti-
colare menzione N. Berdiaeff (m. nel 1947) per la
metafisica della libertà creatrice a sfondo bohmiano-
schlinghiano. In Germania hanno difeso forme d'e.
cristiano P. Wust (m. nel 1942) e Th. Haecker
(m. nel 1946): il primo, discepolo di Max Scheler,
fu acuto fenomenologo della «pietà», mentre il se-
condo è stato uno dei migliori traduttori e espositori
di Kierkegaard lottando vigorosamente contro la
Kierkegaard-Renaissance protestante o ateo.

Non è quindi facile dare un giudizio complessivo
dell'e. Come punto di partenza «sintomo» del
trattamento definitivo dell'uomo illumina, l'e. ha
un'importanza decisiva in quanto rivendica la li-
bertà e la dignità del singolo e mostra l'inconsistenza
del finito e l'impossibilità di trasformarlo nell'infi-
nito. Come «metodo» l'e. ancora non si è abbastanza
chiarito, e spesso sembra che ritorni all'una o all'altra
filosofia che vuol criticare, soprattutto se si ostina
a escludere ogni fondamento metafisico ammettendo
l'assoluta priorità dell'esistenza sull'essenza. Se
questo fosse l'atteggiamento definitivo, bisogna rico-
noscere che l'e. è difficilmente conciliabile con il
pensiero cristiano tradizionale. D'altronde non si
vede perché questo stesso pensiero, pure restando
fedele alle essenze e alla loro gerarchia ontologica,
non lasci aperta la possibilità di una autentica disa-
lettica di tipo esistenziale nell'ambito della libertà
e della vita dello spirito di cui, non solo Kierkegaard
ma già Pascal, in mistica migliore e lo stesso s. Ago-
stino hanno offerto egregie illustrazioni.

Bibl.: J. Wahl, Etudes kierkegaardiens, Parigi 1938; L. Pareson, La filosofia di C. Jaspers, Napoli 1940; O. F. Bollnow,

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Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947; J. Wahl, Petite histoire de l'existentialisme (con discussiones), in 1947; G. Lucaks, Existentialisme et marxisme, in 1947; H. Mounier, La suite famille existentielle, in 1947; Existentialisme, in 1946; L'é, (autori in Atti dell'Accad. di S. Tommaso, Roma-Torino 1947; E. Mounier, Introduzione aux existentialismes, Parigi 1947;

Article illustration
Iftet. Allianis
Esodo - E. degli Ebrei dall'Egitto. Particolare dell'offresto di Borticelli con scene della vita di Mosè (1481-83) - Cappella Sistina.

la difficoltà riducendo 600 mila a 6 mila (E. V. Humme-
laure); W. M. Fl. Petrie prende 'eleph 'nille 'n nel senso di
raggruppamento, famiglia, giungendo a una popolazione
complessiva di 100 o 120 mila persone.

Sulla sponda est del Mar Rosso gli Israeliti si trova-
rono nel deserto Sur o Etham; raggiunsero Marra,
indi Elm, ove erano 12 fonti e 70 palme; di là par-
tirono e giunsero nel deserto di Sin, dove furono
saziati di quaglie e ricevettero la mamma (16-35). Indi
vennero a Daphca Aulus, poi a Raphidim; CAMITI (v.). Pervenuti al Sinai (v.), al 3°
mese dall'uscita d'Egipto si attendarono di fronte al
monte, su cui Dio diede la Legge Mose e strinse-
alleanza con Israele, che divenne il popolo di Jahweh
(19, 5-6).

La persuasione dell'origine mosaica tramandatasi in
Israele (Ios. 1, 7 sg.; 8, 30-35; I Reg. 2, 3) è accolta
nel Nuovo Testamento (Mc. 12, 16 = Ex. 3, 2-6). L'auto-
rità storica dell'E. è supposta e affermata da tutto il
Vecchio Testamento: la schiavitù e l'uscita miracolosa
dall'Egipto vi sono spesso ricordate (p. es. 13, 13; 15, 51;
10; Ps. 60, 6; 78, 13; 106, 9; 114, 3); Mosè (v.) emerge
nella storia d'Israele come libertatore, formatore dell'unità
nazionale e legislatore; il culto ebraico si formò di feste
(Passa e Pentecoste) e usi (azzini, offerta dei pri-
mogeniti) intimamente connessi con l'E. Inoltre, molte
prove interne di autenticità fornisce il libro stesso: ca-
rattere arcaico di molti brani (Decalogo, cantico di Mosè
[Ex. 15], codice dell'alleanza). La piena consolanza
delle vicende narrate in E. con l'ambiente egiziano con-
forma l'origine antichissima del libro.

La scuola 'critica' di J. Wellhausen (v. PENTATEUCO)
ha applicato al libro dell'E. la distinzione delle fonti, rife-
rendo, p. es., a 7-10 (insieme con B c P) e 33, 12-34, 28;
Decalogo (v.) e il libro dell'alleanza (20, 1-24, 8);
a P 6, 2-7, 13; 25-31; 34, 20-10, 36. Attribuisce a Mosè
solo la descrizione della strage degli Amaleciti (17, 24),
elementi di libro dell'alleanza (20, 23-23, 33) e della
sua codificazione (24, 4-7; 34, 27). Ma l'analisi delle fonti
non raggiunge risultati conclusivi, essendo assai più diffi-
cile che in Genesi distingere tra documenti jahwistici
e elohistici.

I razionalisti sostengono che i miracoli attribuiti a
Mosè debbono considerarsi o storia idealizzata (interventi
provvidenziali di Dio = favore d'Israele), o funzioni
(appropriati di Dio), o avvenimenti naturali abbelliti
(le dieci piaghe, le quaglie, la mamma), o leggende etiolo-
giche per spiegare un uso o un simbolo religioso (Jahweh
che fissa i caratteri sulle due tavole spiega le due pietre
conservate nell'area; l'efficacia dell'agnello pasquale è in-
segnata dalla decima piaga). Ma le difficoltà opposte non
sussistono. L'apparizione di Ex. 3, 1-6, p. es., condiziona
tutta la missione e l'opera di Mosè, che senza di essa
riuscirebbe inspiegabile. Quanto alle piaghe = alla
mamma, pur ammettendone il colore locale, il mira-
colo è almeno quasi molinio o praeter naturam. Il mirac-
olo passaggio del Mar Rosso è tale fatto storico da non
poter essere soppresso senza scuotere tutto l'edificio del
Vecchio Testamento (Ex. 14; 15, 4; 22; Num. 33, 8;
Deut. 11, 14; Ios. 2, 10; 4, 24; 24, 7; Ps. 105 [106],
8; Is. 11, 16; Neh. 9, 11; Sap. 10, 8; I Mach. 4, 9; Act.
7, 36).

Centro e base della DECALOGO (v.), inciso nella pietra. Il primo nucleo si accrebbe
per l'accessione di altre leggi, richieste da circostanze
varie e dall'organizzazione progressiva della nazione.
Frammista e compenetrata con le prescrizioni sociali,
la legislazione contiene molte prescrizioni liturgiche,
tra cui i capp. 25-31 (descrizione) e 36-40 (ese-
cuzione) circa il culto nel santuario portatile (a ta-
bemacolo) = ARCA (v.) dell'alleanza, la mensa, candelabro (v.), tabernacolo (v.), le vesti e suppel-
lativi sacre.

Principali verità insegnate nell'E. sono: l'unità
e la spiritualità (proibizioni delle immagini) di Dio;
l'alleanza con Dio. Vi è disciplinata la morale e
stabilito il culto esterno.

BIBL.: F. Hummelauer, Comm. in Ex. et Lev., Parigi 1897; A. Mallon, Les Hebreux en Egypte, Roma 1921; id., Exode, in DB, II, coll. 1333-42; U. Ubach, L'Exode-EI Levitic, Mon- sertai 1927; G. Ricciuti, Storia d'Israele, I, Torino 1932, p. 321. Sag.: A. Bea, De Pentateucho, in Institutioner Biblica, II, 1, 2° ed., Roma 1933; P. Heinrich, Das Buch Exodus, Bonn 1934. - Acatolici: J. Weiss, Das Buch Exodus, Graz 1971; G. Beer, K. Galling, Exodus. Tubinga 1939. Vincenzo M. Jacono