ESTETISMO. - È denominazione, a margini fluttuanti, d'un modo di sentire e di pensare che subordina la realtà e i valori della vita all'arte e al giudizio estetico. L'arte è tale sintesi d'idealità e sensibilità, di ragione e sentimento, d'infinito e finito, tale gioia creativa ed èmpito di piacere contemplativo, che può sembrare legittimo un acquettarsi soddisfatto della vita in essa.
Le manifestazioni dell'e. ritornano, con vario accento, in tutta la storia della cultura, caratterizzando soprattutto l'antico mondo della Grecia e il mondo moderno che discende dal romanticismo. Si possono distinguere un e. ingenuo, cioè irrifesso, spontaneo, che è quello da cui nacque la civiltà dei Greci; e un e. riflesso, consapevole, con cui si caratterizza il moto romantico. Classicismo e romanticismo, per molti aspetti espressioni antitetiche dello spirito umano, si congiungono idealmente e storicamente nel comune fondo estetico. Si possono anche distinguere un e. dell'oggetto e un e. del soggetto: nel primo si divinizza l'immagine dell'arte, come succede nell'e idolo e della classicità che è frutto della fantasia teogonica; nel secondo si divinizza il soggetto dell'arte, come succede nel « genio » romantico che è sentito quale espressione d'una forza primordiale, sovranità e creatrice. Dall'ispirazione di Fichte discende un e. titanico che gode della realtà dominata dallo spirito libero e creatore; ma questa disposizione si alterna per lo più, nello spirito romantico, con l'altra, depressiva e angosciante, del poeta che non riesce a contenere nella sua immagine una realtà traboccante a ostile. Il poeta-titano si alterna con il poeta-martire; e così un e. del signoreggiamento s'intreccia e si confonde spesso con un e. dell'evasione che, ripudiando come banali la vita comune e la realtà percettiva, si rifugia nell'urduca atmosfera d'impressioni rare, spremute dalla sovracitazione e dalla argolatezza dei sensi. Il decadentismo francese, che nel penultimo decennio del secolo scorso discende dall'ispirazione di Baudelaire, ha accentuato il carattere dell'e. delicato e aristocratico che, vellutando d'idealità un abbandono sensuale e voluttuoso, attraversa la letteratura inglese con Shelley, Coleridge, Keats, e raggiunge una espressione spregiudicata e aferzante nel decadentismo di O. Wilde. R. Wagner agita nel mondo tedesco il programma d'un e. costruttivo che redima la collettività per virtù della musica, ma impegna egli stesso il fascino musicale come persuasore di dissoluzione e di morte. F. Nietzsche sperimenta in se medesimo i frutti di un
21. ENCICLOPEDIA CATTOLICA
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