ESTIENNE, FAMIGLIA - Prentespizio dell'Arts versificatoria di
Ulrich von Hutten, Parigi 1528.
e, teso, al di là della logica e della morale corrente, in
esesperate affermazioni sovrumone. Wagner e Nietzsche
si attraggono e si respingono come si attraggono e si
respingono il lato solare e il lato notturno del loro e.
Il dramma intrinseco all'e., in tutte le sue espres-
sioni storiche, controlla la sconnessione d'una vita
che non rispetta la giusta proporzione tra i valori
umani del vero, del bene e del bello.
ESTIENNE (Stephanus), FAMIGLIA. - Tipografi
che esercitarono la loro attività a Parigi e a Ginevra
nel sec. XVI, a partire dal 1502.
Capostipite è HENRI I (n. fra il 1465 e il 1475,
m. nel 1526), di cui è famosa l'edizione di un Sal-
terio su 5 colonne (1509). Il suo secondogenito fu
ROBERT I, n. a Parigi nel 1499, m. a Ginevra il 7
sett. 1559. « Vir ad promovendas bonas litteras quasi
natus » (Thesaurus, I, ed. 1740, p. 12), versatissimo
in latino, greco, ebraico, già dal 1526 curò nella sua
propria tipografia, con zelo instancabile, l'edizione
critica e la diffusione di classici latini, di scrittori
ecclesiastici greci ed un utilissimo Thesaurus latinae
linguae (4 voll., Parigi 1531; 2ª ed. ivi 1536;
3ª ed. ivi 1543; poi edizioni a Lione 1573, Londra
1735, Basilea 1740-43), meritandosi il titolo di
imprimeur du roi (1539) e di lexicographorum princeps.
Però la sua attività, chiaramente distinta in un pe-
riodo cattolico a Parigi (fino al 1551) ed un altro pro-
testante a Ginevra (1551-59), già dal 1523 fu parti-
colarmente dedicata alla S. Scrittura.
Così curò più volte l'edizione del Nuovo Testamento
in latino (1523), della Bibbia intera in latino o Volgata
(1528), della Bibbia ebraica (4 voll., 1539-44), del Nuovo
Testamento in greco (1546), del Nuovo Testamento in fran-
cese (1553). Nel 1555 fece seguire Concordantiae Biblia-
rum utriusque Testamenti, Veteris et Novi, novae integrae,
quas revera maiores appellare possis, prima opera del genere.
Nelle varie edizioni della Volgata (1528-57), E. tentò
di ristabilire criticamente il testo autentico di s. Giro-
lamo e « s'est acquis une place de premier ordre dans
l'histoire de la Vulgate » (H. Quentin, Mémoire sur l'eta-
blissement du texte de la Vulgate, Roma 1922, pp. 104-20).
Nella 4ª ed. del Nuovo Testamento greco-latino (Gine-
vra 1551) introdusse quella divisione del testo sacro in
capitoli e versetti numerati che egli aveva escogitato inter
equitandum tra Parigi e Lione, divisione non sempre
buone, ma ancor oggi in uso. Le sue edizioni bibliche, spe-
cialmente per le sue annotazioni, erano viste di mal occhio
dalla Sorbona, cosicché nel 1551 si trasferì a Ginevra
e passò al protestantesimo, mettendo a disposizione dei
« riformatori » la sua casa editrice ginevrina. Vedasi la
sua Responsio ad consumat theologorum Parisientium, quibus
Biblia a Roberto Stephano, typographo regio, excusa ca-
lunniase notarum (Ginevra 1552, contemporaneamente
anche in francese).
Altre pregevoli opere su temi biblici sono un thesau-
rus della lingua ebraica o delle glossae ai Sinottici, ossia:
Nomina hebraea, chaldaea, graeca et latina virorum, mu-
therum, papulorum, idolorum, urbium, flaviorum, montium
caeterorumque locorum quae in Bibliis leguntur, restituta...
(Parigi 1537); Phrases hebraicae, seu loquendi genera he-
braica quae in Vetori Testamento passim leguntur... the-
saucri linguae hebraicae altera pars (ivi 1538); in Even-
gelium secundum Matthaeum, Marcum et Lucam commen-
tarii ex ecclesiasticis scriptoribus collectae, novae glossae
ardinariae specimen (Ginevra 1553).
Suo figlio HENRI II (n. nel 1551, m. a Lione nel 1598)
portò alla decadenza la casa tipografica, ma come ellenista
zaggiunse alta risonanza per l'edizione di Anacreonte
(1554) e ancor più con il Thesaurus graecae linguae (1572),
che, riveduto e rielaborato (Parigi 1831-63), è ancor oggi
il più vasto repertorio lessicografico greco.
Adalberto Metzinger-Alessandro Pratesi