COSTER, LAURENS. - Olandese di Haarlem (il suo vero nome era Janszoon), vissuto nella metà del

Una Cronaca di Colonia, dovuta a G. Koelkoff e pubblicata nel 1499, riporta la testimonianza di Ulrico Zell, allievo del Gutenberg, secondo cui il maestro avrebbe tratto profitto, per la sua invenzione, dalla tecnica usata in Olanda per l'impressione di alcune Grammatiche di Donato. Questa circostanza, collegata con altri indizi contenuti in varie cronache olandesi, e suffragata dalla pubblicazione della Batavia di Adriano Junius (1588), nella quale si riferisce un fantastico racconto di un domestico del C., ha dato luogo al sorgere di una leggenda secondo cui l'olandese, intagliati per diletto alcuni caratteri di faggio, ebbe l'idea di sostituirli con altri di piombo, e con questi stampò vari libri, fra cui uno Speculum. Ma il Gutenberg, conosciuto il suo procedimento ad Aix nel 1440, avrebbe trafugato il torchio e i caratteri e li avrebbe trasportati prima a Colonia, poi a Magonza.
L'incredibilità di alcuni elementi, l'assenza di qualsiasi dato biografico sicuro, il dubbio che lo stesso Speculum, di cui si possiede solo il ricordo e si sa che aveva i fogli impressi su un solo verso (anopistografi), potesse essere un libro silografico, fanno ritenere la tradizione costeriana puramente fantastica. Non si può neanche affermare ch'egli sia stato il primo stampatore olandese, e non è neppure mancato chi ha posto addirittura in dubbio l'esistenza del C. Purtroppo le edizioni a lui attribuite mancano di sottoscrizione, e pertanto nulla può dirsi sul luogo e sulla data della loro pubblicazione.
grafia, 4ª ed., Milano 1935, pp. 57-59. Si vedano pure le osservazioni in proposito di C. Mortet, Les origines et les débuts de l'imprimerie, d'après les recherches les plus récentes, Parigi 1922, p. 54 segg. Alessandro Pratesi