CASTALDI, PAMFILO. - Medico e stampatore italiano, n. a Feltre nel 1398 ca. (22 sett.?), m. forse a Venezia dopo il 1479. Le scarse notizie che si hanno sul suo conto non permettono di stabilire che poche date sicure: nel 1461, e certamente fino al 1464, era a Capodistria e vi esercitava la sua professione di medico; nel 1469 era a Venezia, nel 1471 a Milano, stampatore « cum privilegio » di Galeazzo Maria Sforza; nel 1472 rinunziava al privilegio; nel 1474 era di nuovo a Venezia.
Una leggenda, fondata su una tardiva cronaca del p. A. Cambruzzi (Storia di Feltre, Feltre 1674) e sull'errata interpretazione di alcuni documenti d'archivio, vede nel C. l'inventore della stampa: ma una tale tradizione, formatasi nella seconda metà del sec. XIX, si è rivelata alla luce della critica priva di fondamento, ed è oggi del tutto abbandonata. Quello che ancora si ritiene possibile (se è vera la notizia di due foglietti che il nostro avrebbe impresso a Capodistria nel 1461 ca.) è che il C. sia il primo tipografo italiano: né può escludersi ch'egli abbia in certo senso « reinventato » la stampa fondandosi sulle notizie provenienti da Magonza, senza avere conoscenza diretta degli esperimenti e del metodo del Gutenberg.
Sembra accettato che siano usciti dai suoi torchi, con la collaborazione di A. Zarotto, il De verborum significatu di Festo, la Cosmographia di Pomponio Mela e l'opera di L. B. Alberti, apparsi anonimi a Milano nel 1471. Probabilmente è dovuta anche alla sua opera l'edizione delle Epistolae di Cicerone che vide la luce a Milano nel marzo 1472 con il nome di Filippo di Lavagna, che si era associato al C. in quel periodo di tempo.