BLADO, ANTONIO. — Celebre tipografo del sec. XVI, n. in Lombardia (Asolo o Piadena?) nel 1490, m. a Roma tra il 17 e il 27 marzo 1567. Esercitò la sua arte in Roma, a partire dal 1515 c.a.: la prima opera che si conosca uscita dai suoi torchi è un'edizione dei Mirabilia Urbis Romae, datata 21 nov. 1516. Per incarico di Paolo III fondò una tipografia greca, la cui attività arriva fino al 1550 c.a. Nel 1549 ottenne la nomina a stampatore camerale, offrendo il primo esempio di privilegio di stampa per gli atti ufficiali di un ente. In tale qualità pubblicò nel 1557, per mandato del S. Uffizio, il primo Indice dei libri proibiti a carattere ufficiale, che fu soppresso prima della pubblicazione; rarissimo è anche il secondo, dell'anno successivo. Ancora più raro (se ne conosce un unico esemplare, alla biblioteca Vaticana) è un Indice dei libri censurati dalla facoltà teologica di Parigi, che il B. aveva stampato già nel 1549. Altro unicum conservato nell'archivio Vaticano è una preziosa Istruzione dell'Inquisizione sull'Indice di Paolo IV (1559).
La sua fama è dovuta soprattutto alla pubblicazione di libri illustrati, fra cui ha particolare pregio il Trattato di sentita d'arme, di C. Agrippa (in-4°, 1553), con incisioni in rame di incerta attribuzione (Stradano? Scuola di Marcantonio Raimondi? Scuola di Leonardo?). Assai rara è anche l'«editio princeps» del Principe di Machiavelli, uscita nel 1532.
Fuori Roma stampò gli Statuta sive constitutiones civitatis Reatae (Rieti 1549), e il Theologicarum institutionum compendium del card. Dolera (Foligno 1562). Predilesse i caratteri corsivi italici, ed ebbe per impresa un'aquila coronata volta a sinistra con un pavese tra gli artigli e ai lati, sotto le ali spiegate, le sigle A. B. Annibal Caro ne adombrò la figura nel personaggio del «Barbagrigia stampatore», editore della Ficheide del Molza, nella commedia Gli Straccioni. La sua opera fu continuata dai figli Bartolomeo, Stefano, Orazio e Paolo, finché quest'ultimo si ritirò nel 1593, conservando la proprietà della stamperia camerale fino al 1609.