CALCOGRAFIA. - Parola formata con i termini greci χαλκός (rame) e γράφο (scrivo), che indica propriamente la tecnica dell'incisione a incavo sul rame. Dalla metà del sec. XVI fino a tutto l'Ottocento si ricorse largamente ad essa per la decorazione del libro, soprattutto nei frontespizi, finché il sopravvento dell'acquaforte e la semplificazione degli ornamenti tipografici ne determinarono lentamente la scomparsa.
Il nome è passato anche a denotare sia le officine in cui si sottopone il rame ai processi chimici necessari per ottenere la c., sia alle raccolte di rami originali. Tra queste ultime sali a grande fama la « c. camerale romana », fondata nel 1740 da papa Clemente XII in seguito all'acquisto dei rami della famiglia De Rossi, che comprendevano anche quelli di A. Lafrery; passata allo Stato italiano dopo il 1870, prese il nome di « c. reale ». Conta oggi ca. 20.000 incisioni.
Nella tecnica tipografica odierna si designa da taluni col termine di « c. rotativa » (ted. Tiefdruck) quel processo che prende comunemente il nome di « rotocalco » ed è largamente usato per illustrazioni fuori testo e per alcuni tipi di giornali illustrati. Si ottiene trasportando il disegno, mediante l'uso di una speciale carta sensibile, su un cilindro di rame, su cui viene riportata l'incisione; dopo di che il cilindro stampa l'immagine sulla carta come quello di una comune macchina rotativa. Per la c. nell'arte V. INCISIONE.
#### CALCOLO : V. MATEMATICA.