CANEVARI, DEMETRIO. - Erudito italiano, medico, filosofo e bibliofilo, n. a Genova il 9 marzo 1559, m. a Roma il 22 sett. 1625. Prese gli ordini minori in patria fra il 1580 e il 1584, poi esercitò la medicina in Roma per quattordici anni, ricevendo da papa Urbano VII il titolo di prototipista (ar-chiatra) pontificio. Della sua ricca biblioteca andò completamente dispersa la sezione giuridica, lasciata in eredità al nipote Gian Luigi; quella filosofica e medica, ricca di oltre 5000 volumi, menomata da un furto, è oggi presso l'Opera pia del sussidio C., fondata per disposizione testamentaria dello studioso.
Più che ai suoi scritti di medicina, il C. deve la sua fama all'erronea opinione che fosse di provenienza della sua biblioteca un particolare tipo di legatura, pregiatissimo tra i bibliofili, in marocchino di vario colore, più spesso rosso, con i piatti decorati di filetti e fregi pieni di tipo aldino; il centro è dominato da un cammeo con la figura di Apollo su una biga e sferzante i cavalli (uno bianco e uno nero) che si impennano verso una rupe sulla cui sommità campeggiò Pegaso. Intorno al medaglione si legge il motto OPÉNIS KAI MIH AQÉIΩΣ. Gli esemplari noti sono oltre cento, i: 8°, in 4°, e in-fol.; il nucleo più cospicuo si trova presso la biblioteca dei padri oratoriani di Napoli. G. Fumagalli dimostrò per primo che l'attribuzione di tali legature al C. era falsa e che esse sono di fattura romana e vanno ascritte alla prima metà del sec. XVI; G. D. Hobson, ripren- deno la tesi del Fumagalli, sostenne l'ipotesi che furono eseguite per la biblioteca di Pier Luigi Farnese.
CANEVARI, DEMETRIO
BIBL.: G. Fumagalli, Di D. C. medico e bibliofilo genovese e delle preziose legature che si dicono a lui appartenute, in La bibliofila, 4 (1902-1903), pp. 300-16 e 390-400; 5 (1903-1904), pp. 33-42, 80-90 e 149-161; G. D. Hobson, Maioli, C., and others, Londra 1926; T. De Marinis, s. V. ENOCH. Ital., VIII (1930), p. 725.