EUFRATE (SUMERICO BURAMUM; ACCADICO PURAMUMU O PURATTU, IL CUI SIGNIFICATO PIÙ PROBABILE È « GRAN FIUME », EBRAICO PARDH; IL TERMINE GRECO ΕΥ̓ΦΡΆΝΗΣ DERIVA DAL PERSIANO UFRATNO PPUNE FRAT, CF. ARMENO EFRAT.)

EUFRATE (sumerico Buramum; accadico Puramumu o Purattu, il cui significato più probabile è « Gran fiume », ebraico Pardh; il termine greco Εὐφράνης deriva dal persiano Ufratno ppune Frat, cf. armeno Efrat.). - Uno dei più grandi fiumi dell'Asia.

Nasce nelle montagne dell'Armenia dall'unione del Kara Su, che ha origine dal Dumlu Dağ a nord di Erzerum, e del Murat Su (= Arsmias dei Greci, detto anche E. orientale), che origina dall'Ala Dağ un poco a nord del lago Van. La congiunzione avviene sotto Harput. A ca. 160 km dalla foce del Golfo Persico, l'E. si unisce con l'altro grande fiume, Tigri (v.), formando lo Sağ el-'Arab. L'E. è lungo 2780 km. ed ha un corso molto irregolare, specialmente fra le catene montuose del Tauro, ove procede con ampie insenature e con fosse profonde, che occasionano alte e belle cascate. Nella pianura mesopotamica il suo letto si allarga, raggiungendo anche i 400 m. e la profondità di 5-6 m. La portata d'acqua varia con le stagioni; ma le sue piene (marzo-giugno) di solito sono molto regolari, dipendendo dallo scioglimento delle navi. Ad esse è subordinata la navigabilità del fiume, che ora è sfruttata poco, dato il sorgere delle ferrovie lungo il Golfo Persico. È da notare che nel periodo neisistorico, ed anche in quello storico sebbene manchino testimonianze perspicue, l'E. si gettava direttamente nel mare con foce separata da quella del Tigri. I suoi affluenti principali sono: Nahr Belib e Nahr Hâbûr. Fra le città bagnate enticamente erano famose Charcamia (cf. Ier. 46, 2) e Babilonia (cf. Apoc. 9, 14; 16, 12). Al tempo dell'Impero babilonese l'E. formava gran parte dell'acqua che, attraverso un'ottima rete di canali, irrigava la vasta pianura.

Nella Bibbia si parla spesso dell'E., che compare fin dal principio (cf. Gen. 2, 14) come uno dei fiumi del Paradiso terrestre. Talvolta esso simboleggia la potenza babilonese (cf. Ier. 2, 18; 13, 4 agg.; Is. 8, 7; 27, 12). Sovente l'E. è ricordato nelle delimitazioni di confine. Secondo la promessa fatta ad Abramo (Gen. 15, 18; cf. Ex. 23, 31; Deut. 1, 7; 11, 24; Ios. 1, 4 ecc.) il limite settentrionale del dominio ebraico sarebbe segnato da detto fiume. All'inizio del regno israelitico, almeno nominalmente ed in occasioni particolari, sembra sia stato raggiunto tale confine (cf. II Sam. 8, 3; 7 Rep. 4, 24). Sul periodo persiano l'E. segnava il limite della satrapia Abur Nahara (ebraico 'ebher han-ndâd' « al di là del fiume »; cf. Eud. 8, 36; Neh. 2, 7, 9), che comprendeva la zona estendentesi fra esso ed il Mediterraneo.

BIBL.: F. R. Chesner, Expedition for the survey of the rivers Euphrates and Tigris. Londra 1850; E. Sachau, Am Euphrat and Tigris, Lipsia 1900; E. Beutler, Euphrate, in DB, II, coll. 2046-50; Weissbach, Euphrates, in Pauly Wisowa, VI, coll. 1195-215; G. Caraci, s. V. ENOCH. Ital., XIV (1932), pp. 555-56. Angelo Penna
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“EUFRATE (SUMERICO BURAMUM; ACCADICO PURAMUMU O PURATTU, IL CUI SIGNIFICATO PIÙ PROBABILE È « GRAN FIUME », EBRAICO PARDH; IL TERMINE GRECO ΕΥ̓ΦΡΆΝΗΣ DERIVA DAL PERSIANO UFRATNO PPUNE FRAT, CF. ARMENO EFRAT.).” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 480. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/eufrate-sumerico-buramum-accadico-puramumu-o-purattu-il-cui-significato-piu-probabile-e-gran-fiu.