TIGRI. - Uno dei due grandi fiumi - quello ad est - che scorrono dai confini orientali dell'Asia minore in direzione sud-est fino al Golfo Persico, formando la «valle dei due fiumi» (Mesopotamia [v.]), una delle regioni che videro l'alba della civiltà umana.
Nel corso superiore il fiume, formato da 4 rami principali, che discendono nelle valli meridionali del sistema montuoso dell'Armenia (a occidente e a sud del Lago Van), bagna diversi centri, come Amida e Matarah. Il fiume così formato scorre verso sud, con leggera inclinazione ad oriente, ricevendo molti affluenti, che scendono dalla catena dello Zagros, come il Grande e il Piccolo Zab (Zabac), lo 'Adem (Radanu, Φύσχος), il Dijalah (Turnat, Tornadotus). Sul corso medio sorgono alcuni dei più grandi centri dell'antichità: Ninive, Kalab (Nimrud), Assur (Qal'at Serqat). All'altezza dell'attuale Bagdad il T. si accosta notevolmente all'Eufrate (ca. 50 km.), poi leggermente distanziandone giungeva anticamente per uno sbocco proprio al mare; anche in questo tratto bagna importanti centri, come Upi ('Ομηχ) e Kút el-Amarah. Oggi invece prima dello sbocco al mare il T. si unisce con l'Eufrate, formando lo Šat el-'Arab, che scorre per 50 km. in un tratto di pianura alluvionale ove anticamente era il mare.
Nella Bibbia il T. (ebr. Hiddegel; sum. Idigna, accadico Idiglat, Diglat; aram. Dighlath, arabo Dighah; nell'antico persiano il nome aramaco foneticamente divenne Tigrah, onde il greco-latino Τίγρις) è ricordato come uno dei quattro fiumi del Paradiso (Gen. 2,14) e come fiume della Mesopotamia è menzionato nelle storie tardive (Dan. 10,4; Tob. 6,1; Iudt. 1,6; Eccli. 24,35 [25]).
GIOVANNI Rinaldi