TIBERIADE

TIBERIADE. - Città della Palestina, quasi al centro della sponda occidentale del lago omonimo, fondata presso l'antica Recath (Ios. 19, 36) fra gli anni 18 e 22 Erode Antipa (v.), tetrarca della Galilea, che la chiamò T. in onore dell'imperatore Tiberio.

In un primo tempo i giudei più osservanti decisero di non abitarvi, perché T. era ritenuta luogo impuro, essendo stata costruita in parte sulla necropoli della vicina città; Erode vi chiamò quindi i nullatenenti e i pregiudicati, che ne costituirono il primo nucleo urbano. Elevata a capitale della Galilea e trasferitivi da Sefforis gli uffici governativi e le banche, i giudei, tolto dai rabbini l'interdetto, vi accorsero numerosi, formando la maggioranza della città, che divenne la più popolata della Galilea.

La costituzione della città era ellenista, con il santo di 600 membri, presieduto da un arconte; con uno stratego per gli affari interni e un agoranmos per il controllo dei mercati. Il Palazzo reale era decorato con figure d'animali, motivo di scandalo per i giudei, che nel 66 lo raso al suolo; vi erano lo stadio, il foro, il tempio per i pagani e numerose sinagoghe per i giudei. Favorita da Claudio, la città iscrisse sulle sue monete il titolo Tiberias Claudiopolis Syriae Palestinae. Nel 55 d. C. fu assegnata da Nerone ad Agrippa II, amico dei Romani, e nel 66, all'appressarsi delle legioni, sebbene difesa e fortificata da Flavio Giuseppe, si arrese a Vespasiano. Dopo la caduta di Gerusalemme, divenne il centro religioso della nazione: vi risiede il Sinedrio; vi sorse una celebre scuola rabbinica, che attorno alla Misnàh compilò nel sec. IV il Talmud di Gerusalemme e nel sec. masora (v.), cui aggiunse una puntuazione vocalica detta di T.

Costantino autorizzò il giudeo convertito come Giuseppe di T. ad aprirvi una chiesa e la comunità cristiana ebbe nel sec. V il proprio vescovo, suffraganeo di quello di Scitopoli. Giustiniano eresse altre chiese, fra le quali quella dedicata a S. Pietro, che durò anche dopo l'occupazione musulmana del 637, quando T. divenne capitale della «provincia del Giordano». Conquistata dai Crociati nel 1099, fu capitale del Principato della Galilea, affidato a Tancredi, il quale la recinse di mura, vi elevò chiese e monasteri e vi fondò un vescovato latino. Presa nel 1187 da Saladino, ritornata nel 1240 per breve tempo ai cristiani, si ridusse con il dominio arabo e turco ad un misero villaggio di pescatori. Nel sec. XVIII lo sceicco Omar ez-Zahir, conosciuto con il nome di Dâhir, favorì lo sviluppo edilizio, rinnovò la cinta delle mura e vi eresse una cittadella, visibile anche oggi, sebbene sconguassata dal terremoto del 1837. La città non presenta elementi d'interesse archeologico; nelle costruzioni recenti è stato utilizzato materiale medievale ed arabo. Colonne, capitelli, resti di mura di una sinagoga con pavimento musivo, indicano la prosperità della città romana.

TIBERIADE - SANTUARIO delle Beatitudini sul lago di T., architetto A. Barluzzi.

sussistenza per gli abitanti. Per quanto le aree coltivate guadagnino terreno e fiorenti colonie ebraiche si siano impiantate sulle rive, il lago appare ancora desolato.

Diversa era la regione al tempo di Gesù, che scelse proprio le rive del lago come centro del suo apostolato, Cafarnao (v.). Ivi raccolse le turbe e parlò loro, assiso su barche peschereccie (Mt. 13, 1-3); fra i pescatori del lago scelse i suoi Apostoli (ibid. 4, 18-22); sulla barca di Pietro lo traversò più volte da una sponda all'altra, calmando una furiosa tempesta (ibid. 8, 23-27). Ivi avvennero la pesca miracolosa (Lc. 5, 1-11), la moneta trovata da Pietro per pagare il tributo (Mt. 17,20), le apparizioni di Gesù sopra le acque (ibid. 14, 31), infine, dopo la Risurrezione, la conferma del primato s. Pietro (Io. 21). Le cittadine e le colline circostanti ricordano il suo apostolato, la predicazione delle beatitudini e delle parabole. Delle città ricordate dalla storia, situate sulla riva sopra le colline circostanti, cadute in rovina, sono state identificate con scavi archeologici: Tariche e Magdala (= villaggio di el-Megdel); Cafarnao (= Teli Hum); Corozain (= Hübet Keräzeh); Filateria, a sud di T. (Hübet Bejt Jerah), dove è in corso il più importante scavo archeologico. Sulla riva orientale sono Bethsaida Giulia, identificata in et-Teli, e Gergesa, in el-Kursi; gli scavi degli ultimi tempi hanno messo in luce, nella baia di et-Täbigah, una chiesa del sec. IV a ricordo della moltiplicazione dei pani, una cappella del sec. IV sul colle detto delle Beatitudini, e sulla riva del lago un'altra cappella dedicata al primato di s. Pietro.

BIBL.: per la storia dei santuari lungo le rive del lago: D. Baldi, Ench. Locorum Sanctorum, Gerusalemme 1935.