Enciclopedia Cattolica vol. XII, 1954 Sacra Scrittura Geografia biblica

TIBERIADE

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TIBERIADE. - Città della Palestina, quasi al centro della sponda occidentale del lago omonimo, fondata presso l'antica Reccath (Ios. 19, 36) fra gli anni 18 e 22 da Erode Antipa (v.), tetrarca della Galilea, che la chiamò T. in onore dell'imperatore Tiberio.

In un primo tempo i giudei più osservanti decisero di non abitarvi, perché T. era ritenuta luogo impuro, essendo stata costruita in parte sulla necropoli della vicina città; Erode vi chiamò quindi i nullamenti e i pregiudicati, che ne costituirono il primo nucleo urbano. Elevata a capitale della Galilea e trasferitivi da Sefforis gli uffici governativi e le banche, i giudei, tolto dai rabbini l'interdetto, vi accorsero numerosi, formando la maggioranza della città, che divenne la più popolata della Galilea.

La costituzione della città era ellenista, con il senato di 600 membri, presieduto da un arconte; con uno strategos per gli affari interni e un agoranomos per il controllo dei mercati. Il Palazzo reale era decorato con figure d'animali, motivo di scandalo per i giudei, che nel 66 lo rasero al suolo; vi erano lo stadio, il foro, il tempio per i pagani e numerose sinagoghe per i giudei. Favorita da Claudio, la città iscrisse sulle sue monete il titolo Tiberias Claudiopolis Syriae Palestinae. Nel 55 d. C. fu assegnata da Nerone ad Agrippa II, amico dei Romani, e nel 66, all'appressarsi delle legioni, sebbene difesa e fortificata da Flavio Giuseppe, si arrese a Vespasiano. Dopo la caduta di Gerusalemme, divenne il centro religioso della nazione: vi risiede il Sinedrio; vi sorse una celebre scuola rabbinica, che attorno alla Mishah compilò nel sec. IV il Talmud « di Gerusalemme » e nel sec. VII elaborò la masora (v.), cui aggiunse una puntuazione vocalica detta di T.

Costantino autorizzò il giudeo convertito come Giuseppe di T. ad aprirvi una chiesa e la comunità cristiana ebbe nel sec. V il proprio vescovo, suffraganeo di quello di Scitopoli. Giustiniano eresse altre chiese, fra le quali quella dedicata a S. Pietro, che durò anche dopo l'occupazione musulmana del 637, quando T. divenne capitale della « provincia del Giordano ». Conquistata dai Crociati nel 1099, fu capitale del Principato della Galilea, affidato a Tancredi, il quale la recinse di mura, vi elevò chiese e monasteri e vi fondò un vescovato latino. Presa nel 1187 da Saladino, ritornata nel 1240 per breve tempo ai cristiani, si ridusse con il dominio arabo e turco ad un misero villaggio di pescatori. Nel sec. XVIII lo sceicco 'Omar eş-Zâhir, conosciuto con il nome di Dâhir, favorì lo sviluppo edilizio, rinnovò la cinta delle mura e vi eresse una cittadella, visibile anche oggi, sebbene sconquassata dal terremoto del 1837. La città non presenta elementi d'interesse archeologico; nelle costruzioni recenti è stato utilizzato materiale medievale ed arabo. Colonne, capitelli, resti di mura di una sinagoga con pavimento musivo, indicano la prosperità della città romana.

L'immigrazione giudaica, la fondazione di forenti colonie nelle vicinanze e, dopo l'alluvione del 1934, la ricostruzione su un nuovo piano con la creazione di ville e nuovi quartieri, hanno reso T. un centro importante nello Stato d'Israele, come stazione balneare.

Bibliografia3 opere
BIBL.: F.-M. Abel, Géogr. de la Palest., II, Parigi 1938, p. 482; G. Governanti, La chiesa di S. Pietro a T., Gerusalemme 1946; M. Avi Yonah, The foundation of Tiberias, in Israel exploration journals, 1 (1950-51), pp. 160-69.

IL LAGO DI T

Lago palestinese, formato dal fiume Giordano che ne è il tributario e l'emissario, lungo ca. 21 km., largo al massimo 11, profondo sino a 45 m. La superficie è di 144 kmq., a 212 m. sotto il livello del Mediterraneo.

Ebbe vari nomi: « mare di Cenereth » (Num. 34,11; Deut. 3,17; Ios. 11,2), dalla città oggi seppellita su Tell el-Orejmeh, a 25 km. a nord di T.; stagno di Genesareth (v.) o Genesar (I Mach. 11,67; Lc. 5,1), probabilmente dal villaggio costituitosi ai piedi di Cenereth, o dalla pianura adiacente (Fl. Giuseppe, Bell. Iud., III, 10,8); « mare di Galilea » (Mt. 4,18; 15,29; Mc. 1,16; 7,31) dal nome del distretto politico. Al tempo romano, dopo che T. ebbe il predominio su tutte le altre città della riva, prevalse il nome di lago di T. (Io. 6,1), che si è mantenuto fino ai nostri giorni nel nome arabo di Baḥr Ṭabarijjah. Nelle carte dello Stato d'Israele viene segnato con l'antico nome biblico jâm-Kinnêreth. Incassato fra pareti ripide, con pendici costituite per lo più da materiali vulcanici, di solito nude, o coperte di magro pascolo, soltanto queste al nord si allargano in due ampie pianure: quella di el-Batiḥah a nord-est, verso lo sbocco del Giordano, ove nel sec. I esisteva la città di Bethsaida (v.) Giulia, delta lacustre formato dal Giordano e da altri corsi provenienti dal Gôlân; e quella a nord-ovest o piana di Genesar, fra el-Meğdel e 'Ajn eṭ-Ṭâbiġah, decantata da Fl. Giuseppe (Bell. Iud., III, 10,8) per la sua feracità. Il lago ha acque chiare quasi perfettamente dolci e perciò potabili, subisce variazioni di livello notevoli, essendo in magra durante l'autunno e alla massima altezza in primavera. La ricca fauna, ca. 22 specie di pesci, costituisce un'inesauribile fonte di sussistenza per gli abitanti. Per quanto le aree coltivate guadagnino terreno e fiorenti colonie ebraiche si siano impiantate sulle rive, il lago appare ancora desolato.

TIBERIADE - Panorama della città moderna e del lago.
TIBERIADE - Panorama della città moderna e del lago.(fot. Laboratorio Zincografico Terra Santa)
TIBERIADE - Santuario delle Beatitudini sul lago di T., architetto A. Barluzzi.
TIBERIADE - Santuario delle Beatitudini sul lago di T., architetto A. Barluzzi.(per cortesia di mans. A. P. Frutao)

Diversa era la regione al tempo di Gesù, che scelse proprio le rive del lago come centro del suo apostolato, con residenza a Cafarnao (v.). Ivi raccolse le turbe e parlò loro, assiso su barche peschereccie (Mt. 13, 1-3); fra i pescatori del lago scelse i suoi Apostoli (ibid. 4, 18-22); sulla barca di Pietro lo traversò più volte da una sponda all'altra, calmando una furiosa tempesta (ibid. 8, 23-27). Ivi avvennero la pesca miracolosa (Lc. 5, 1-11), la moneta trovata da Pietro per pagare il tributo (Mt. 17, 20), le apparizioni di Gesù sopra le acque (ibid. 14, 31), infine, dopo la Risurrezione, la conferma del primato a s. Pietro (Io. 21). Le cittadine e le colline circostanti ricordano il suo apostolato, la predicazione delle beatitudini e delle parabole. Delle città ricordate dalla storia, situate sulla riva sopra le colline circostanti, cadute in rovina, sono state identificate con scavi archeologici: Tarichea o Magdala (= villaggio di el-Megdel); Cafarnao (= Tell Hüm); Corozain (= Hirbet Kerāzeh); Filateria, a sud di T. (Hirbet Bejt Jerah), dove è in corso il più importante scavo archeologico. Sulla riva orientale sono Bethsaida Giulia, identificata in et-Tell, e Gergesa, in el-Kursi; gli scavi degli ultimi tempi hanno messo in luce, nella baia di et-Tābīgah, una chiesa del sec. IV a ricordo della moltiplicazione dei pani, una cappella del sec. IV sul colle detto delle Beatitudini, e sulla riva del lago un'altra cappella dedicata al primato di s. Pietro.

Bibliografia
BIBL.: per la storia dei santuari lungo le rive del lago: D. Baldi, Ench. Locorum Sanctorum, Gerusalemme 1935.

Donato Baldi

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Di Donato Baldi

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), coll. 73–75.

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Baldi, Donato. “Tiberiade.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XII, coll. 73–75. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954. https://azioneromana.com/it/article/tiberiade.

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Baldi, Donato. “Tiberiade.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954, coll. 73–75. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/tiberiade.

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