TIBERIO, CLAUDIO NERONE (TIBERIUS CLAUDIUS NERO; DOPO L'ADOZIONE AD AUGUSTO, TIBERIUS IULIUS CAESAR), IMPERATORE ROMANO

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TIBERIO, CLAUDIO NERONE (Tiberius Claudius Nero; dopo l'adozione ad Augusto, Tiberius Iulius Caesar), IMPERATORE ROMANO. - N. 11 16 nov. 42 a. C., m. nella villa di Miseno il 16 marzo 37 d. C. Nel Nuovo Testamento è nominato espressamente solo in Lc. 3, 1; si accenna a lui in Mt. 22, 17, 21 e paralleli (quando Gesù è interrogato sulla liceità del tributo a Cesare), Lc. 23, 2 e Io. 19, 12.15 (al processo di Gesù davanti a Pilato). Durante il suo impero (14-37 d. C.) si svolse tutta l'attività pubblica del Battista e di Gesù, accadde il martirio di s. Stefano e probabilmente anche la conversione di s. Paolo.

Sono in parte contemporanei (Lc. 3, 1 sg.) Pilato (v.) come procuratore della Giudea (26-36 d. C.), Erode tetrarca della Galilea (4 a. C.-39 d. C.), Filippo tetrarca delle regioni nord-orientali della Palestina (4 a. C.-34 d. C.), Caifa sommo sacerdote dei Giudei (18-26 d. C.) e Lisania tetrarca dell'Abilene (fra il 14 e il 29 d. C.). La determinazione dell'« anno 15° dell'impero di T. » (Lc. 3, 1) sarebbe molto utile per precisare in quale anno della nostra era si iniziò la predicazione del Battista e quella di Gesù (che incominciò tre, al massimo nove mesi più tardi), come anche l'età del Signore in quel tempo (indicata troppo vagamente in Lc. 3, 23). Purtroppo rimane incerto sia l'inizio del computo (dalla morte di Augusto: 19 ag. 14, oppure dalla correggenza di T. con Augusto nel governo delle province, iniziata nel 12), sia il modo stesso di computare (contando o no come un anno intero i mesi intercorrenti fino all'inizio dell'anno seguente, che per i Romani era il 1° genn. e per i Giudei era il 1° tifri o nisàn). Le conclusioni quindi oscillano fra gli a. 26-29, con preferenze per il 26-27 e il 28-29. Così i « ca. 30 anni » di Gesù (Lc. 3, 23) possono essere da 31 a 34.

Si riconosce a T. una grande cura per la buona amministrazione delle province; soleva dire che « dovere del buon pastore è di tosare il gregge, non di scorticarlo »; lasciava in carica i legati anche più di tre anni, persuaso che se si scacciano le mosche che succhiano il sangue di un ferito, ne verranno altre più assestate che lo dissangueranno (Fl. Giuseppè, Antig. Iud., XVIII, 6, 5). Il miglior legato che T. dette alla Siria fu L. Vitellio (35-39), il quale ebbe molta parte negli affari della Giudea (v. Legato, II, di Siria, 14). Invece nella nomina di Pilato a procuratore della Giudea influì forse Seiano, ostile ai Giudei. Eppure diverse volte T. dette soddisfazione a loro contro Pilato, come quando fece portare a Cesarea gli scudi d'oro da lui collocati nel Palazzo di Erode a Gerusalemme. Sembra poi che T. facesse sorvegliare segretamente Pilato da Erode Antipa; certo è che Pilato si decise a pronunciare la condanna a morte contro Gesù per timore di essere deferito come favoreggiato di un accusato del delitto di lesa maestà (Lc. 23, 2; Io. 19, 12 sg.).

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TIBERIO, CLAUDIO NERONE, imperatore - Statua di T. in sembianze di Giove - Museo Vaticano.

È assai probabile che il denaro del tributo mostrato a Gesù (Mt. 22, 19 sgg. e paralleli) fosse quello di T.; in tal caso era d'argento e recava sul davanti l'immagine dell'Imperatore incoronato attorniata dall'iscrizione: Tiberius Caesar Divo Aug(usti) F(ilius) Augustus, e sul retro l'effigie di Giulia Livia con scettro e fiore, e attorno la scritta Pontif. Maxim. Livia ebbe il titolo di « augusta » a partire dal 14 d. C. fino al 29 (quando morì): di questo tempo è dunque l'iscrizione di un certo Ninfeo, liberto del tetrarca dell'Abilene (v.) Lisania, in onore degli « augusti » (Tiberio e Livia). Riferisce Paolo Orosio (Hist. adv. paganos, VII, 4: PL 31, 1066-69; cf. Tertulliano, Apol., V: PL 1, 290-92) che T., informato da Pilato della morte e risurrezione di Gesù e dei suoi miracoli, voleva dichiararlo Dio: ma il Senato vi si oppose. Tale notizia può basarsi sugli apocrifi di Pilato, in cui si legge anche che T. ricevette il Battesimo dopo essere stato guarito adorando il sudario della Veronica (v. Pilato, Apocrifi di, n. 3).

Bibl.: G. Felten, Storia dei tempi del Nuovo Test., trad. it., I. Torino 1913, p. 228 e passim; D. Buzy, St Jean-Baptiste, Parigi 1922, p. 123 sgg.; id., The life of st. John the Baptist, rifacimento di J. Barton, Londra 1933, p. 69 sgg.; U. Holzmeister, Chronol. vinte Christi, Rom. 1933, pp. 55-85 (con ampia bibl.); E. Ciaceri, T. successore d'Augusto, 2a ed., ivi 1944; G. Ricciotti, Vita di G. Cristo, 13a ed., Roma 1950, p. 185 sgg.

Luigi Vagagnini