EURICO, re dei VISIGOTI. - N. verso il 420, m. nel sett. del 485, fu il fondatore della potenza visigotica in Francia ed in Spagna. Forte e astuto, salì al trono nel 466 dopo aver eliminato con la violenza il fratello Teodorico II. Approfittò delle lotte interne e delle rivoluzioni in cui si andava dissolvendo l'Impero romano per occupare, nel 474, tutto il territorio tra la Loira e il Mediterraneo, eccettuata l'Alvernia che, malgrado l'accanita resistenza opposta dagli abitanti, fu ceduta da Giulio Nepota nel trattato di pace. Dal 481 al 484 riuscì a conquistare Aries, Marsiglia e tutta la Provenza.
Associatosi quindi ad altri capi barbari occupò gran parte della Spagna. Respinte con facilità un attacco dei Burgundi, che gli avevano mosso guerra preoccupati del suo crescente potere, e perseguitò con accanimento i pirati che devastavano le coste. Fu il più gran re barbaro del tempo e non soltanto per le sue conquiste, ma anche e soprattutto perché redasse, verso il 480, il primo codice di leggi visigotiche. Si valse a tale scopo dell'opera di giuristi romani e particolarmente di Leone che era anche suo primo ministro. I frammenti che ci restano del codice di E. mostrano le stesse leggi romane appena modificate dall'introduzione delle tradizioni nazionali visigotiche. Fu giusto nel governare i popoli sottoposti, ma, pur senza perseguitare costantemente i cattolici, dimostrò diffidenza verso il clero ed esilio anche due vescovi.