EVAGRIO SCOLASTICO. - Scrittore ecclesiastico, n. a Epifania in Siria nel 536-37, m. ad Antiochia sulla fine del secolo. Esercitò l'avvocatura (donde l'epiteto di « scolastico ») in Antiochia, poi occupò cariche importanti; nel 588 accompagnò a Costantinopoli il patriarca Gregorio, chiamato a
discolparsi, e lo difese davanti all'Imperatore e al Sinodo.
Egli menziono (Hist. eccl., VI, 24) un suo scritto perduto, che conteneva relazioni, lettere, deliberazioni, discorsi e dialoghi. Ci è pervenuta, invece, la Storia ecclesiastica in 6 libri, in cui, proponendosi di continuare quelle di Sozomeno, Teodoreto e Socrate, comprende il periodo 431-594. Non fa cenno di Teodoro lettore, ed caprime riserve, ispirate a stretta ortodossia, sugli atteggiamenti dottrinali di Eusebio. Si occupa solo dell'Oriente, estendendosi anche su avvenimenti profani, come la guerra fra Romani e Persiani (I, VI); ma il suo principale interesse è per la storia del dogma, e riesce importante soprattutto per le controversie nestoriane ed eutichiane e per gli ulteriori sviluppi del monofisismo. Pur essendo talvolta eccessivamente facile a credere e appassionato del meraviglioso, è imparziale. Attinge, specialmente per la storia dell'eutichianesimo, a Zaccaria retore, per gli avvenimenti profani alla cronaca del suo compatriota Eustazio, a Procopio di Cesarea, a Menandro Protettore, a Giovanni di Epifania, a Giovanni Malalas. Lo stile, volutamente arcaicizzante e modellato su Tucidide, è prolisso ma accurato, continuando la tradizione letteraria della storiografia greca.