FABBRI, ODORDO. - Letterato e patriota, n. a Cesena il 13 ott. 1778, m. ivi il 7 ott. 1853.
Entrò nella vita pubblica con la Cisalpina e poi sotto la Repubblica italiana e il Regno italico; appoggiò il Murat nell'infelice tentativo del 1815 e fu nominato viceprefetto di Cesena. Accusato di ospirazione contro il governo pontificio, fu coinvolto nel processo Rivarola e condannato al carcere a vita. La sentenza gli fu poi commutata in dieci anni di reclu
sione e il F. venne tradotto a Civitacastellana, donde fu liberato dagli insorti del '31. Tornato a Cesena, vi fu viceprefetto sino all'intervento austriaco, riparò quindi in Ancona e più tardi a S. Marino.
Amnistato dopo due anni, tornò ai suoi studi, sino a che Pio IX lo nominò nel 1848 prologato di Pesaro e Urbino e il 2 aug. lo incaricò di comporre un ministero, durante quaranta giorni: il 16 sett. il F. era sostituito da Pellegrino Rossi. Sinceramente affezionato a Pio IX, cercò, durante il breve periodo del suo governo, di conciliare i diritti della Sede Apostolica con le nuove idee liberali, e assai malinconieva il Papa accettò le sue dimissioni, allorché il F. si rese conto dell'inanità dei suoi sforzi. Durante la Repubblica romana del '49 fu consigliere comunale della sua città natale, dove trascorso poi da privato gli ultimi anni di vita.
Lasciò alcune mediocri tragedie e un interessante diario, di cui fu pubblicato, con il titolo Sei anni e due mesi della vita (Roma 1915), il periodo dal 15 dic. 1824, data del suo arresto, al febb. 1831.