FACHIRO (FRANC., INGL., SPAGN.: FAKIR; TED., FAKIR)

FACHIRO (franc., ingl., spagn.: fakir; ted., Fakir). - Dall'arabo fakir = povero = il nome è prae-ticamente attribuito in India agli asceti mendi-canti di tutte le sette, che cercano di acquistare la santità con penitenze e contemplazioni, generalmente seguendo il metodo yoga. Conosciuto fin dal sec. XVIII per i racconti dei viaggiatori e dei missio-nari, il fachirismo assunse una certa importanza negli ultimi 80 anni, soprattutto ad opera del movimento teosofico; accolto favorevolmente negli ambienti spiritico-occultisti, ebbe METAPSHICICA (v.).

Stando alle relazioni dei testimoni oculari, i fenomeni prodotti dal f. potrebbero classificarsi in quattro cate-gorie: a) Azioni su se stesso: insensibilità e invulnerabilità. Il f. è capace di adagiarci su letti di punte acuminate, oppure di camminare su rottami taglienti o sul fuoco, senza manifestare sensazioni dolorifiche, o corrispondenti lesioni (P. Joire, p. 66 sg.; H. Price, p. 401 sg.); levita-zione (O. Leroy, p. 19; P. Joire, p. 76 sg.; C. Godard, p. 41); sospensione della vita, giungendo a farsi seppellire per un tempo notevole in stato di morte apparente, arre-stati i moti del cuore = del respiro (P. Joire, pp. 63, 65; C. Godard, p. 41 sg.). - b) Azioni su altri viventi: acce-lazione della crescita di animali (esperienza delle uova di pesce) e vegetali (C. Godard, pp. 41-42). - c) Azioni sulla materia: telecinesia, cioè morto impresso a distanza a un oggetto (C. Godard, p. 40 sg.; P. Joire, p. 73 sg.); rope-triche o "giuoco della corda", prestigio descritto spes-sissimo dai folkloristi anglo-indiani, per cui lo spettatore vede svanire misteriosamente nello spazio il f. arrampi-cato verso l'ingresso del corpo della vita, senza punto d'appoggio o di sospensione (R. Schmidt, pp. 167-68; L. Massignon, I, p. 82; C. Godard, p. 43; H. Price, p. 368 sg.). - d) Azioni nell'ambito del mondo psichico: chiaroveggenza (C. Godard, p. 41; P. Joire, pp. 74, 76, 77); apparizioni fantomatiche ed evocazioni di morti (C. Godard, p. 40; P. Joire, p. 74).

Questi prodigi, oltre che agli asceti indiani, sarebbero, almeno in parte, comuni ai contemplativi buddhisti della Cina (L. Wieger, pp. 90, 426, 482, 632; O. Leroy, p. 21 sg.); ai mistici musulmani (O. Leroy, p. 22; M. Asin Galicos, p. 40; J. P. Brown, pp. 250, 255; L. Massignon, I, p. 263; C. Godard, p. 52); al "magismo" dei popoli limitivi (E. Bozzano, passim; P. Joire, p. 77 sg.; C. Godard, p. 54 sg.; V. HEBER, pp. 349-50); al "mediani-smo" moderno (v. MATRASCHICA).

L'importanza di questi fenomeni e delle teorie esco-giate per chiarire l'intima causa, sarebbe grande se

l'esistenza dei fenomeni stessi, almeno dei più notevoli straordinari, fosse scientificamente accertata. Non è prudente dubitare di tutto in blocco: convinzioni protrattasi per il lungo tempo e da tanti condivise, debbono pur avere qualche fondamento. Ma, proprio per quei fatti che nel fachirismo sarebbero i più prodigiosi, manca ogni certezza scientifica. I documenti, che potrebbero sembrare i migliori, non valgono molto, perché troppo pochi, insufficientemente descritti, privi di dati essenziali per il controllo delle testimonianze, raccolti spesso da autori screditati (p. es., lo Jacolliot). Sintomo grave contro l'autenticità dei fatti più straordinari è che, alla critica dei moderni viaggiatori, essi si sono dimostrati o insistenti o dovuti a frode; i fenomeni più semplici non appaiono superiori alle forze naturali, e possono essere riprodotti, come realmente lo furono, da chiunque disponga di sangue freddo e sufficiente esercizio. In particolare, il porfiricile pare assodato sia un trucco (L. Rourc, op. cit. in bibl., III, coll. 163-64; H. Price, p. 371 sg.); il «prodigio del fuoco» sembra invece autentico. Esso accade certamente presso i primitivi d'Oceania (v. HEBER), ma allo stato presente dell'isola si cena non è spiegabile con cause naturali: il ricorso al fenomeno di «calefazione» non basta, ché l'imponenza dei fatti richiederebbe tale produzione di sudore dal corpo da oltrepassare di gran lunga le possibilità, anche esagerate, della natura umana; né durante i fenomeni, dai corpi degli attori si sviluppa vapore di sorta. Piuttosto, la circostanza che i fatti avvengono soltanto durante ritmi magici, inclinerebbe ad ammettere la preternaturalità della causa, osservando il fatto ad azione del demonio. La «morte apparente», con relativo seppellimento, probabilmente è un trucco: le relative narrazioni, infatti, sono contradditorie (C. Godard, p. 46; J. De Bonniot, pp. 172-74); comunque, se vero, il fatto potrebbe, secondo alcuni attribuirsi a quelle medesime cause, o analoghe, capaci di dar luogo al letargo e ad altre forme di vita latente di parecchi animali invertebrati e vertebrati. Casi di morte apparente sembrano esser stati osservati anche nell'uomo (J. B. Ferreres).

Concludendo, i fenomeni del fachirismo, considerati nella loro generalità e sostanza, sono ancora subiudicati; potranno divenire oggetto d'indagine scientifica solo quando si potrà, finalmente, disporre di un materiale sufficientemente ampio, degno di fede, ben descritto.

BIBL.: R. Houdin, Confidences et révélations, Parisi 1868; L. Jacolliot, Voyage au pays des fachirs charmeurs, 1818-1853; P. Gibier, Le spiritisme, Fakhirisme occidental, 1818-1853; A. Bastian, Ubier psychische Beobachtungen bei Naturvölkern, Lipsia 1869, p. 20 sq.; J. De Bonniot, Le miracle et ses contrefaçons, Parisi 1869; A. De Rochas, Recueil de documents relatifs à la télévision du corps humain, 1818-1869, p. 8 sq.; C. Godard, Le fakhirisme, 1818-1869; R. Schmidt, Fakhirisme et fakhirisme, Parisi 1869; J. O. J. Price, Le phénomènes psychiques supernormaux, Parisi 1869; A. Creazzo, Studio sulla morte apparente e la morte reale, Roma 1912; M. Astin Palacios, La visite du célibataire, Louvain 1914; H. Oldenber, Le Bondhala, sa vie, sa doctrine, sa communauté, Parisi 1921; L. Massignon, La passion d'al-fosayn-ibn Mansour al-Halil, 1921; L. Weigert, Histoire des croyances religieuses et des opinions philosophiques en Chine, Heinheim 1922; M. F. Ossen-dowski, L'homme et le mystère en Asie, Parisi 1925; L. Rourc, La fés, in Dictionnaire des connaissances religieuses, III (1926), coll. 162-64; J. P. Brown, The derivative of oriental spiritualism, Oxford 1927; T. K. Oesterreich, Les possédés, La possession démoniaque chez les primitifs, dans l'antiquité, au moyen âge, et dans la civilisation moderne, trad. franc. di R. Sudre, Parisi 1927; O. Leroy, La levitation, 1928; J. B. Ferreres, La muerte real y la muerte aperta, en recueil de la Société des Savants, Barcelone 1930; H. Price, A caccia degli spiriti, Milano 1937; V. HEBER, L'odissea di un dottore americano, trad. II. di P. Monaci, Firenze 1939; E. Bozzano, Papali primitivi e manifestazioni supernormali, Verona 1946.